domenica, 3 maggio 2026
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2 Aprile 2012

TRATTAMENTO DI PRIMA LINEA CON DOCETAXEL IN COMBINAZIONE O MENO A SUNITINIB NEL CANCRO AVANZATO DELLA MAMMELLA

Lo studio randomizzato, prospettico, di fase III, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), ha mostrato che la combinazione produce un più alto tasso di risposta oggettiva (ORR), ma non migliora la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e globale (OS) nelle pazienti con cancro avanzato della mammella negativo al recettore 2 del fattore umano di crescita epidermica (HER2)/neu. Ricercatori del Karolinska Institutet e University Hospital di Stoccolma hanno esaminato se sunitinib in combinazione con docetaxel migliorasse gli esiti clinici di queste pazienti, rispetto a docetaxel da solo. Le pazienti sono state randomizzate in aperto alla terapia combinata (n = 296; sunitinib 37.5 mg/die, ai giorni 2 – 15 ogni 3 settimane; docetaxel 75 mg/m2, al giorno 1 ogni 3 settimane) o a monoterapia (n = 297; docetaxel 100 mg/m2, ogni 3 settimane). Endpoint primario era la PFS. I risultati indicano intervalli mediani di PFS di 8.6 e 8.3 mesi rispettivamente con la combinazione e la monoterapia (hazard ratio 0.92; p a una coda = 0.265). La ORR era significativamente più elevata con la combinazione (55%) che con la monoterapia (42%; p a una coda = 0.001). La durata della risposta era simile nei due bracci (7.5 mesi con la combinazione vs 7.2 con la monoterapia) e la OS mediana era rispettivamente di 24.8 e 25.5 mesi (p a una coda = 0.904). I decessi sono stati 107 nel gruppo randomizzato alla combinazione e 91 in quello a monoterapia. La frequenza di eventi avversi comuni era più elevata nel gruppo che ha ricevuto la combinazione, come lo erano, in questo gruppo, le interruzioni del trattamento per eventi avversi. In conclusione, il trattamento di prima linea con la combinazione di sunitinib a docetaxel ha migliorato la ORR, ma non ha prolungato né la PFS né la OS, rispetto a solo docetaxel, in una coorte non selezionata di pazienti con cancro avanzato della mammella HER2/neu-negativo. Esiste la possibilità che questa terapia di combinazione con sunitinib abbia causato eventi avversi che possono aver influito negativamente sul rapporto rischio-beneficio. Il regime sunitinib-docetaxel, quindi, valutato in questo studio, non è raccomandato per un utilizzo nel cancro avanzato della mammella.
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