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7 Aprile 2010

TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO IN PAZIENTI ANZIANI

La sopravvivenza e l’esito del trattamento non varia con l’età, anche se la scelta negli anziani è indirizzata verso procedure percutanee piuttosto che a resezione e TACE

Le previsioni di diagnosi dell’epatocarcinoma indicano un aumento del numero dei casi di pazienti anziani. Per questo motivo, ricercatori afferenti al gruppo Italian Liver Cancer (ITA.LI.CA.) hanno esaminato le caratteristiche alla presentazione e la sopravvivenza in pazienti anziani (³ 70 anni) e più giovani (< 70 anni) con carcinoma epatico, attraverso due studi: uno multicentrico, retrospettivo, di coorte e uno caso-controllo ‘nested’. Una popolazione di pazienti, costituita da 614 anziani e 1104 più giovani, è stata ottenuta dal database ITA.LI.CA. e l’altra includeva 1834 casi consecutivi di carcinoma epatico diagnosticati tra gennaio 1987 e dicembre 2004. Tutti i pazienti sono stati stratificati secondo il trattamento ricevuto (resezione epatica, procedura percutanea o chemoembolizzazione transarteriosa, TACE). La sopravvivenza è stata valutata nell’intera popolazione e distinta per sottogruppo di trattamento. Quali fattori predittivi di sopravvivenza sono stati usati l’età, il sesso, l’eziologia, la presenza di cirrosi, le comorbilità e lo stadio tumorale (valutati con punteggio CLIP). In ciascun sottogruppo di pazienti, le differenze sulla sopravvivenza sono state valutate dopo aggiustamento e accoppiamento (‘matching’) con il ‘propensity score’. L’invecchiamento è stato associato ad una più elevata prevalenza di comorbilità, ad una migliore funzione epatica e al punteggio CLIP. Lo studio pubblicato nella rivista Gut (leggi abstract originale) ha rivelato che due terzi dei pazienti, indipendentemente dall’età, sono stati sottoposti a trattamenti radicali o a TACE, ma che quelli più anziani sono stati indirizzati a procedure ablative più spinte e meno, invece, a resezione e TACE. La sopravvivenza dei pazienti (anziani e più giovani) era simile in ogni sottogruppo di trattamento e poteva essere prevista con il punteggio CLIP. Questo risultato è stato confermato con l’analisi di propensione. L’applicabilità dei trattamenti radicali o efficaci per il carcinoma epatico non è stata modificata dall’età più avanzata; tuttavia, la distribuzione del trattamento è risultata diversa: i più anziani sono stati sottoposti più frequentemente a procedure percutanee e meno invece a resezione epatica o TACE. La sopravvivenza non è influenzata dall’età, ma è in primo luogo annunciata dallo stadio tumorale valutato con il sistema CLIP, sia nell’intera popolazione che nei sottogruppi di trattamento.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2010
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