mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
6 Dicembre 2012

TRATTAMENTO CHIRURGICO DEL CARCINOMA EPATICO ASSOCIATO A SINDROME METABOLICA

Pazienti con questa comorbilità sono sempre più frequenti; la resezione, in questo caso, è appropriata anche se associata ad alto rischio, pur in assenza di grave fibrosi

L’incidenza di epatocarcinoma associato a sindrome metabolica è in crescita. Tuttavia, i risultati della resezione epatica in questo contesto non sono ancora stati ben descritti. I ricercatori del Beaujon Hospital di Clichy hanno estratto retrospettivamente, da un database istituzionale, i dati di tutti i pazienti con sindrome metabolica, quale unico fattore di rischio del carcinoma epatico, che si sono sottoposti a resezione tra il 2000 e il 2011. L’analisi patologica del parenchima sottostante includeva la fibrosi e la steatosi epatica non alcolica. I pazienti sono stati classificati in quelli con caratteristiche normali o anormali del parenchima sottostante e le loro caratteristiche ed esiti sono stati comparati. Lo studio pubblicato sulla rivista British Journal of Surgery (leggi abstract) ha incluso 560 resezioni del carcinoma epatico, eseguite durante lo studio: 62 pazienti con sindrome metabolica (età mediana 70 anni, range: 50 – 84) sono stati sottoposti a epatectomia curativa per il carcinoma, con 32 resezioni maggiori (52% del totale). Un parenchima sottostante normale era osservato in 24 pazienti (39%). La proporzione di carcinomi epatici resecati in pazienti con sindrome metabolica corrispondeva a più del 15% dell’intera popolazione di carcinomi epatici negli ultimi anni. I tassi di mortalità e morbilità maggiore erano rispettivamente 11 e 58%. Rispetto ai pazienti con sottostante fegato normale, i pazienti con anormalità dell’organo presentavano tassi più alti di mortalità (0 vs 18%; p = 0.026) e di complicanze maggiori (13 vs 42%; p = 0.010). In analisi multivariata, un parenchima sottostante non gravemente fibrotico, ma anormale, è stato identificato quale fattore di rischio per complicanze maggiori (hazard ratio 5.66, intervallo di confidenza 95%: 1.21 – 26.52; p = 0.028). I tassi di sopravvivenza globale e di sopravvivenza libera da malattia a 3 anni erano rispettivamente pari al 75 e 70% e non erano influenzati dallo stato del parenchima sottostante. In conclusione, il carcinoma epatico in pazienti con sindrome metabolica si presenta sempre più frequentemente. La resezione epatica è in questo caso appropriata, ma è associata a un rischio elevato, anche in assenza di fibrosi grave. Gli esiti favorevoli a lungo termine richiedono, tuttavia, un aggiustamento della gestione peri-operatoria di questi pazienti.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Dicembre 2012
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