Medinews
20 Gennaio 2009

TRATTAMENTO ADIUVANTE PRIMA DELLA NEFRECTOMIA

La terapia neo-adiuvante con inibitori della tirosin-chinasi può indurre risposta nei tumori primari e presenta il potenziale vantaggio di ridurre la massa tumorale se somministrata prima della nefrectomia per il carcinoma renale

Dall’introduzione degli inibitori della tirosin-chinasi (TKI), il trattamento del carcinoma renale (CCR) metastatico ha subito drammatici cambiamenti, ma l’applicazione di TKI come terapia adiuvante non era ancora stata esplorata. Gli autori hanno valutato il beneficio del trattamento con TKI in 9 pazienti con CCR localmente avanzato o metastatico, ritenuto non resecabile, prima della nefrectomia presso il centro dell’Università del Nord Carolina a Chapel Hill. Lo studio pubblicato nella rivista Urology (leggi abstract originale) indica che la procedura chirurgica è stata ben tollerata da tutti i pazienti, senza apparente effetto sulla stessa o evidenza di complicanze. La risposta alla terapia neo-adiuvante è stata osservata sia nei siti tumorali primari che in quelli metastatici. Gli autori però suggeriscono la necessità di svolgere studi prospettici che valutino altri approcci chirurgici nel CCR localmente avanzato o metastatico, necessari a determinare i benefici della terapia con TKI e a definire la molecola ottimale, il ‘timing’ della terapia e lo stadio del tumore per favorire gli esiti migliori in fase pre-operatoria.
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