sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
14 Dicembre 2009

TRATTAMENTO A LUNGO TERMINE DEL LINFOMA LINFOBLASTICO DEL BAMBINO

Il protocollo AIEOP LNH-92 ha indotto la remissione completa nella quasi totalità dei casi, ma la sopravvivenza a 9 anni non ha superato il 70%. Un trattamento intensificato sarebbe necessario per le forme ad alto rischio. Il linfoma linfoblastico (LLB) è il secondo più frequente linfoma osservato in età pediatrica e viene comunemente trattato con le stesse strategie terapeutiche adottate per la leucemia linfoblastica. Il protocollo LNH-92 dell’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica per il linfoma non Hodgkin) impiegava una terapia LSA2-L2-like, già usata per il LLB a precursori T o B, ed includeva un trattamento di Induzione, Consolidamento e Mantenimento per una durata totale di 11 e 24 mesi rispettivamente per gli stadi I e II e gli stati III e IV. L’AIEOP ha arruolato 55 pazienti (40 maschi e 15 femmine) di età mediana di 8 anni. Lo studio pubblicato nella rivista Pediatric Blood Cancer (leggi abstract originale) ha evidenziato una remissione completa nel 93% dei casi. Ad un follow-up mediano di 9 anni, la sopravvivenza libera da eventi (SSE) era del 69% e quella globale del 72%. La SSE per la malattia localizzata era invece pari al 100%. Le tossicità più frequenti di grado III e IV erano quella ematologica ed epatica (elevazione transaminasi), ma non sono stati osservati decessi né la comparsa di secondi tumori. L’outcome era simile a quello registrato nella maggior parte dei protocolli attualmente in uso per il LLB, ma era inferiore rispetto ai più recenti studi clinici che includono il trattamento di re-induzione o una terapia intensificata per la malattia più avanzata. Lo studio AIEOP LHN-92 ha dimostrato un’efficacia simile ai regimi attualmente in uso e una tossicità limitata, confermando però la necessità di intensificare la terapia nella malattia in fase avanzata.
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