lunedì, 29 novembre 2021
Medinews
26 Febbraio 2013

TRASTUZUMAB EMTANSINE VS TRASTUZUMAB COMBINATO A DOCETAXEL NEL CARCINOMA MAMMARIO METASTATICO HER2-POSITIVO

Il trattamento con trastuzumab emtansine (T-DM1), un coniugato anticorpo-farmaco composto dall’agente citotossico DM1 legato a trastuzumab attraverso un ponte tioetere stabile, ha mostrato attività clinica in studi, a singolo braccio, che avevano arruolato pazienti con carcinoma mammario metastatico positivo al recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano (HER2) in progressione dopo la terapia target contro HER2 della malattia metastatica. Ricercatori americani ed europei (tra cui oncologi dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) hanno randomizzato 137 pazienti, con carcinoma mammario HER2-positivo metastatico o recidiva di tumore localmente avanzato, a trastuzumab e docetaxel (HT; n = 70) o a T-DM1 (n = 67) come trattamento di prima linea fino a progressione o tossicità inaccettabile. Endpoint primari dello studio includevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), valutata dall’investigatore, e la sicurezza; endpoint secondari erano la sopravvivenza globale (OS), il tasso di risposta obiettiva (ORR), la durata della risposta obiettiva, il tasso di beneficio clinico e la qualità di vita. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha indicato una PFS mediana di 9.2 mesi con HT e di 14.2 mesi con T-DM1 (hazard ratio 0.59; IC 95%: 0.36 – 0.97) con un follow-up mediano di circa 14 mesi in entrambi i bracci. ORR è risultato pari al 58.0% (IC 95%: 45.5 – 69.2) con HT e al 64.2% (IC 95%: 51.8 – 74.8) con T-DM1. Quest’ultimo trattamento ha mostrato un profilo di sicurezza più favorevole rispetto a HT, con un minor numero di eventi avversi di grado ≥ 3 (46.4 vs 90.9%), di eventi avversi che portavano a interruzione del trattamento (7.2 vs 40.9%) e di eventi avversi gravi (20.3 vs 25.8%). I risultati preliminari di OS erano comparabili tra i due bracci di trattamento e il follow-up mediano era approssimativamente 23 mesi in entrambi i bracci. In conclusione, in questo studio randomizzato di fase II, il trattamento di prima linea con T-DM1 nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo ha portato a un significativo miglioramento della PFS, con un profilo di sicurezza favorevole rispetto a HT.
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