Medinews
29 Marzo 2019

Trastuzumab Emtansine for Residual Invasive HER2-Positive Breast Cancer

Patients who have residual invasive breast cancer after receiving neoadjuvant chemotherapy plus human epidermal growth factor receptor 2 (HER2)-targeted therapy have a worse prognosis than those who have no residual cancer. Trastuzumab emtansine (T-DM1), an antibody-drug conjugate of trastuzumab and the cytotoxic agent emtansine (DM1), a maytansine derivative and microtubule inhibitor, provides benefit in patients with metastatic breast cancer … (leggi tutto)

Questo lavoro riporta risultati importanti potenzialmente practice-changing che validano la mancata risposta patologica completa (pCR) dopo terapia preoperatoria per neoplasia HER2+ come guida su cui basare la scelta del trattamento adiuvante successivo.
Il vantaggio in sopravvivenza libera da malattia a favore del T-DM1 rispetto alla prosecuzione di trastuzumab adiuvante è di entità relativa ed assoluta importante. Non viene evidenziato un vantaggio in sopravvivenza globale, ma il follow-up è breve e si evidenzia una differenza che non raggiunge la significatività statistica.
Il trattamento della malattia HER2+ si arricchisce quindi di una nuova opzione, contribuendo a realizzare l’obiettivo di una modulazione dell’intensità del trattamento in funzione del rischio individuale di recidiva. Ovviamente vi è ancora ampio margine di miglioramento per quanto riguarda la capacità di stratificare i pazienti a diversa prognosi. Oltre alla pCR, la valutazione del residual cancer burden, del sottotipo molecolare intrinseco e dei linfociti infiltranti il tumore sono tra i biomarcatori prognostici più promettenti per il carcinoma mammario precoce HER2+.
TORNA INDIETRO