lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
8 Maggio 2012

TRASTUZUMAB E LAPATINIB IN ASSOCIAZIONE A CHEMIOTERAPIA PRE-OPERATORIA NEL CARCINOMA MAMMARIO HER2-POSITIVO

Il tasso di risposta patologica completa (pCR) quasi raddoppia se alla chemioterapia pre-operatoria vengono associati sia trastuzumab che lapatinib. Questo risultato fornisce ulteriore evidenza di superiorità della doppia inibizione HER2 nel trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo. Lo studio di fase II, non comparativo, randomizzato CHER-LOB, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), ha esaminato l’efficacia della combinazione di trastuzumab o lapatinib o entrambi con chemioterapia contenente taxano e antraciclina in pazienti con carcinoma mammario operabile in stadio II o IIIA, HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-positivo, in termini di pCR (tumori non invasivi a mammella e linfonodi). Nei tre bracci dello studio, la chemioterapia era costituita da una dose settimanale di paclitaxel (80 mg/m2) somministrata per 12 settimane e seguita da fluorouracile, epirubicina e ciclofosfamide per 4 cicli ogni 3 settimane. Inoltre, le pazienti assegnate al braccio A hanno ricevuto trastuzumab (dose di carico di 4 mg, seguita da 2 mg alla settimana), quelle al braccio B lapatinib (1500 mg/die per os) e quelle al braccio C trastuzumab e lapatinib (1000 mg/die). I ricercatori, per la maggior parte italiani, hanno randomizzato in totale 121 pazienti. Diarrea e tossicità dermatologica ed epatica sono state osservate più frequentemente nelle donne che hanno ricevuto lapatinib, ma in nessuna è stato rilevato scompenso cardiaco congestizio. I tassi di chirurgia conservativa del seno erano 66.7, 57.9 e 68.9% rispettivamente nei bracci A, B e C. Le percentuali di pCR erano pari al 25% (IC 90%: 13.1 – 36.9) nel braccio A, al 26.3% (IC 90%: 14.5 – 38.1) nel braccio B e al 46.7% (IC 90%: 34.4 – 58.9) nel braccio C (studio esplorativo: p = 0.019). In conclusione, l’endpoint primario dello studio è stato raggiunto con un incremento relativo della risposta patologica completa dell’80% in seguito a utilizzo della chemioterapia in combinazione a trastuzumab e lapatinib, rispetto all’associazione con solo trastuzumab oppure con solo lapatinib. I risultati forniscono quindi ulteriore evidenza della superiorità della doppia inibizione HER2 nel trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo.
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