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9 Dicembre 2014

TRASTUZUMAB E CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL TUMORE MAMMARIO HER2-POSITIVO: ANALISI PIANIFICATA COMBINATA DELLA SOPRAVVIVENZA GLOBALE DAGLI STUDI NSABP B-31 E NCCTG N9831

L’aggiunta di trastuzumab a paclitaxel dopo somministrazione di doxorubicina e ciclofosfamide nel tumore mammario iniziale HER2 (human epidermal growth factor receptor 2)-positivo offrirebbe un miglioramento sostanziale e duraturo della sopravvivenza derivante da una marcata e sostenuta riduzione delle recidive. I risultati positivi delle analisi ad interim di quattro ampi studi adiuvanti che hanno valutato la terapia con trastuzumab in pazienti con tumore mammario HER2-positivo in stadio iniziale sono stati riportati per la prima volta nel 2005. Una di queste, l’analisi combinata del North Central Cancer Treatment Group (NCCTG) N9831 (Combination Chemotherapy With or Without Trastuzumab in Treating Women With HER2-Overexpressing Breast Cancer) e del National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project NSABP B-31 (Doxorubicin and Cyclophosphamide Plus Paclitaxel With or Without Trastuzumab in Treating Women With Node-Positive Breast Cancer That Overexpresses HER2) è stata aggiornata nel 2011. In questo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ricercatori dei maggiori centri oncologici statunitensi riportano i risultati definitivi, pianificati, di sopravvivenza globale (OS) da questa analisi combinata e degli aggiornamenti sull’endpoint di sopravvivenza libera da malattia (DFS). In totale, 4046 pazienti con tumore mammario HER2-positivo operabile sono state arruolate a doxorubicina e ciclofosfamide, seguiti da paclitaxel con o senza trastuzumab in entrambi gli studi. Il numero di eventi richiesto per l’analisi statistica conclusiva di OS (710 eventi) è stato raggiunto a settembre 2012. Sono state anche condotte analisi aggiornate della DFS globale e sottogruppi correlati. Il tempo mediano nello studio era 8.4 anni. L’aggiunta di trastuzumab alla chemioterapia ha portato a un miglioramento relativo della OS del 37% (hazard ratio [HR] 0.63, IC 95%: 0.54 – 0.73; p < 0.001) e a un aumento del tasso di OS a 10 anni dal 75.2 all’84.0%. Questi risultati erano accompagnati da un miglioramento della DFS del 40% (HR 0.60, IC 95%: 0.53 – 0.68; p < 0.001) e da un aumento del tasso di DFS a 10 anni dal 62.2 al 73.7%. Tutti i sottogruppi di pazienti hanno mostrato beneficio dall’aggiunta di questo agente target anti-HER2. In conclusione, l’aggiunta di trastuzumab a paclitaxel, dopo chemioterapia contenente doxorubicina e ciclofosfamide, nelle pazienti con tumore mammario HER2-positivo in stadio iniziale offre un miglioramento sostanziale e duraturo della sopravvivenza derivante da una marcata e sostenuta riduzione delle recidive.
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