venerdì, 24 settembre 2021
Medinews
20 Gennaio 2009

TRAPIANTO DI CELLULE STAMINALI NELLA LEUCEMIA AD ALTO RISCHIO

“Survey” dell’Acute Leukemia Working Party dell’EBMT Group in pazienti con leucemia mieloide e linfoblastica acuta sottoposti a trapianto aploidentico in Europa

Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche aploidentiche (aplo-TCSE) può rappresentare una valida alternativa nel trattamento dei pazienti con leucemia ad alto rischio, in remissione ed in assenza di donatore compatibile. Queste le conclusioni di un’indagine condotta da ricercatori dell’Acute Leukemia Working Party dell’European Blood and Marrow Transplant (EBMT) Group, pubblicata nella rivista Blood (leggi abstract originale). Sono stati analizzati 173 pazienti adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) e 93 con leucemia linfoblastica acuta (LLA) sottoposti ad aplo-TCSE in Europa. Tutti i trapianti sono stati eseguiti con cellule progenitrici di sangue periferico (T-depleto), ottenute da familiare o altro parente donatore. Al trapianto, 25 pazienti con LMA erano in prima remissione completa (RC1), 61 in RC2 o situazione simile e 87 in non-remissione; dei 93 pazienti con LLA, 24 erano in RC1, 37 in RC2 o situazione simile e 32 in non-remissione. Il follow-up mediano era di 47 mesi nei pazienti con LMA e 29 mesi in quelli con LLA e nel 91% dei pazienti si è ottenuto attecchimento. La sopravvivenza libera da leucemia a 2 anni era del 48±10%, 21±5% e 1% nei pazienti con LMA sottoposti a trapianto in RC1, RC2 o non-remissione, rispettivamente, e del 13±7%, 30±8% e 7±5%, rispettivamente, nei pazienti con LLA.
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