Both stereotactic radiotherapy (SRT) and immune- or targeted therapy play an increasingly important role in personalized treatment of metastatic disease. Concurrent application of both therapies is rapidly expanding in daily clinical practice. In this systematic review we summarize severe toxicity observed after concurrent treatment. PubMed and EMBASE databases were searched for English literature literature published up to April 2016 using keywords … (leggi tutto)
La review sistematica di Kroeze
et al., pubblicata su Cancer Treatment Reviews a Gennaio 2017, tocca un tema molto interessante oggi in oncologia, ovvero la possibile tossicità della radioterapia (RT) stereotassica intra- ed extra-cranica in combinazione con agenti ‘targeted’ o con immunoterapia. La review include articoli pubblicati fino ad aprile 2016, che riportino sia su studi prospettici sia retrospettivi o case-reports eventi tossici severi (uguali o maggiori al grado 3) adeguatamente valutati e soltanto per l’uso “concomitante” di RT e farmaci a bersaglio molecolare e/o immunoterapia (che in alcuni casi vuole anche dire con una breve sospensione di somministrazione, vista la prolungata emivita di alcuni farmaci), su uno spettro di patologie molto vasto. Con questi limiti, le pubblicazioni incluse nell’analisi finale sono state 49. Globalmente, la combinazione di radioterapia intra-cranica e svariati agenti ‘targeted’ come EGFR, ALK, HER-2, MEK inibitori e immunoterapia si è rivelata molto sicura; gli unici dati di tossicità aggiuntiva, peraltro incerti, provengono da studi retrospettivi che hanno valutato la combinazione tra BRAF inibitori e radiochirurgia, con un possibile aumento di emorragie intralesionali. Pertanto in questo ambito gli autori raccomandano prudenza. Il panorama delle applicazioni della radioterapia stereotassica extra-cranica appare invece più eterogeneo. In generale, vi sono assai pochi dati sulla combinazione con immunoterapia, che appare per altro sicura anche se valutata solo preliminarmente e su pochi pazienti. Sulla combinazione con ALK inibitori vi sono dati che supportano un uso concomitante in assenza di tossicità severa, mentre è raccomandata prudenza nell’associazione con EGFR inibitori per episodi di aumento di effetti tossici in sede di irradiazione su target addominali o toracici; la combinazione con bevacizumab e con sorafenib è anch’essa considerata potenzialmente rischiosa. Nel complesso, i limiti del lavoro sono ben discussi, soprattutto per quanto riguarda l’esiguità di dati a disposizione, e richiamano la necessità di reperire ulteriori informazioni cliniche per garantire sicurezza; il messaggio è però in generale ampiamente positivo per quanto riguarda la radioterapia stereotassica sia intra-cranica che extra-cranica, in particolare in combinazione con immunoterapia e con agenti ‘targeted’ di largo uso clinico, e consente di continuare ad utilizzare tali combinazioni nella maggior parte degli scenari oncologici del paziente recidivo e/o oligometastatico.