domenica, 3 maggio 2026
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12 Ottobre 2010

TOSSICITÀ PRECOCE DI SUNITINIB NEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO

Effetti a breve termine del trattamento con il farmaco riguardano il tessuto ematopoietico e possono essere predittivi della prognosi. Sunitinib, un inibitore multi-target della tirosin-chinasi, può modulare i fattori infiammatori circolanti nei pazienti oncologici influenzando la progressione del carcinoma epatico. Tuttavia, un recente studio di fase III con sunitinib nell’epatocarcinoma è stato interrotto per tossicità del farmaco. Ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston hanno studiato la cinetica iniziale degli eventi avversi dopo somministrazione di sunitinib ed esplorato la loro associazione con le proteine circolanti e gli esiti clinici nel carcinoma epatico avanzato in uno studio di fase II a braccio singolo. La tossicità è stata valutata ogni due settimane durante il primo ciclo di terapia. Le alterazioni dei biomarcatori, rispetto al basale, sono state determinate dopo aggiustamento per comparazioni multiple. La correlazione tra tossicità e sopravvivenza globale o tempo alla progressione del tumore (TTP) è stata valutata usando il modello di Cox in scala logaritmica o l’alterazione dei biomarcatori dopo stratificazione per stadio e aggiustamento con il livello basale. Lo studio pubblicato nella rivista Clinical Cancer Research (leggi abstract originale) ha evidenziato una riduzione del numero di cellule mieloidi e linfoidi tra il 20 e il 50% dopo trattamento con sunitinib (p < 0.05 per tutti). Il valore della riduzione di neutrofili e monociti, così come lo sviluppo della tossicità non ematologica (ad es. sulla pelle), era significativamente associato sia alla sopravvivenza globale che al TTP (p < 0.05). Le variazioni delle cellule circolanti sono state associate significativamente a specifiche alterazioni dei biomarcatori plasmatici (ad es. delle piastrine con alterazioni di VEGF-C e VEGFR3 solubile e dei neutrofili con alterazioni di IL-8, TNF-alfa e VEGFR2 solubile). Gli effetti avversi di sunitinb, in particolare sul sistema ematopoietico, possono essere immediati e sembrano direttamente correlati all’attività del farmaco sul carcinoma epatico. Questo studio esplorativo suggerisce che le tossicità ematopoietiche precoci possono potenzialmente prevedere l’esito del tumore al fegato dopo il trattamento con il farmaco.
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