mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
30 Settembre 2013

TOSSICITÀ CARDIACA NEI SOPRAVVIVENTI AL CANCRO

La malattia cardiaca è la principale preoccupazione nei pazienti che sopravvivono al cancro. Si può manifestare come disfunzione cardiaca che deriva da un danno miocardico, malattia valvolare, aterosclerosi e/o da una patologia pericardica. Nel ‘dialogo’ tra ricercatori statunitensi (Vanderbilt University di Nashville e Fred Hutchinson Cancer Center di Seattle) e italiani (Centro Nazionale della Ricerca sul Cancro, Istituto dei Tumori ‘Giovanni Paolo II’, di Bari e Istituto Europeo di Oncologia di Milano), pubblicato sulla rivista Cancer (leggi abstract), sono presentate le attuali prospettive (similarità e differenze) su diagnosi e trattamento della patologia cardiaca nei sopravviventi al cancro, con particolare attenzione alla disfunzione sistolica ventricolare sinistra e allo scompenso cardiaco. Gli autori affermano che la valutazione globale del rischio cardiaco è necessaria per offrire un trattamento ottimale a tutti i sopravviventi e per l’integrazione delle definizioni comuni: la ricerca in corso e quella futura dovrà incorporare i principi di trattamento della malattia cardiovascolare nella valutazione a lungo termine dei sopravviventi al cancro. E la determinazione di biomarcatori cardiaci, troponina e peptidi natriuretici, sta diventando essenziale nella gestione della patologia cardiaca nei lungo-sopravviventi, assieme ad un uso periodico di sofisticati strumenti di immagine. L’individuazione di terapie specifiche contro il cancro e l’aumentato rischio cardiovascolare è un aspetto della ricerca che manterrà importanza fondamentale per migliorare gli ‘outcome’ nei sopravviventi al cancro.
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