martedì, 5 maggio 2026
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11 Aprile 2019

The role of patient-reported outcomes in outpatients receiving active anti-cancer treatment: impact on patients’ quality of life

Patient-reported outcomes (PROs) are the gold standard to describe subjective symptoms. Nurses can be successfully involved in collecting symptom information, because of their direct relationship with the patient. In order to improve clinical management of outpatients receiving active anti-cancer treatment, we introduced in routine clinical practice an assessment of patient-reported symptoms and toxicities, starting from January 2018. Our hypothesis was that this … (leggi tutto)

I trattamenti anti-tumorali sono comunemente associati al rischio di causare tossicità non trascurabili, che spesso comportano importanti ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti oncologici.
È ormai dimostrato che i clinici possono “sottostimare” l’incidenza di numerose tossicità, specialmente le cosiddette tossicità “soggettive”, vale a dire gli effetti collaterali che, non essendo documentati da un’alterazione degli esami di laboratorio, devono essere necessariamente riferiti dal paziente (ad esempio, la nausea e il vomito, la diarrea o la stipsi, l’alterazione del gusto e la mancanza di appetito, l’astenia, ecc.).
L’ipotesi alla base dello studio pubblicato da Supportive Care in Cancer è che una rilevazione sistematica delle tossicità da parte del personale infermieristico (quale figura intermedia fra medico e paziente e sicuramente più vicina alla valutazione dell’ultimo), nei pazienti oncologici sottoposti a trattamenti anti-tumorali, mediante somministrazione di questionari dedicati e successiva discussione dei risultati in aggiunta alla normale visita, possa contribuire ad una migliore gestione delle tossicità e, di conseguenza, ad una migliore qualità di vita dei pazienti oncologici.
Il progetto è stato condotto presso l’Oncologia Medica dell’Ospedale Mauriziano di Torino, prevedendo il confronto tra 2 gruppi di pazienti: un gruppo di controllo (trattato nel 2017) è stato sottoposto alle normali visite con lo specialista oncologo, in occasione dei periodici appuntamenti presso il centro durante il trattamento anti-tumorale; i pazienti assegnati al secondo gruppo (trattato nel 2018), prima della normale visita con lo specialista oncologo, hanno compilato, con la guida del personale infermieristico, una scheda di rilevazione sistematica delle tossicità riportate nel periodo trascorso dalla precedente visita. È stata quindi cura del personale infermieristico consegnare il questionario al medico, affinché quest’ultimo potesse discuterlo con il paziente nel corso della visita. Obiettivo primario dello studio era il confronto tra i 2 gruppi durante il trattamento, allo scopo di verificare l’ipotesi che la rilevazione sistematica delle tossicità si associ ad un miglioramento della qualità di vita, misurata mediante la somministrazione del questionario EORTC QLQ C30.
L’analisi condotta su 211 pazienti ha evidenziato che la QoL globale è migliorata in modo statisticamente significativo nei pazienti in cui è stata effettuata la rilevazione sistematica delle tossicità rispetto al gruppo di controllo. In particolare, la variazione media rispetto al basale della QoL globale è stata pari a -1,68 nel primo gruppo e +2,54 nel secondo gruppo (p = 0,004). Per quanto concerne i sintomi, nel gruppo dei pazienti che ha effettuato la rilevazione sistematica delle tossicità, rispetto al gruppo di controllo si è assistito ad un miglioramento statisticamente significativo rispetto al basale nei punteggi relativi a fatigue, dolore e perdita d’appetito. La percentuale dei pazienti che ha ottenuto un significativo miglioramento nei punteggi della qualità di vita globale è risultata significativamente più elevata nel secondo gruppo rispetto al primo gruppo (p = 0,04). Un miglioramento significativo è stato osservato in 23 pazienti nel primo gruppo (19,3%) e in 30 pazienti nel secondo gruppo (32,6%).
Con tutti i limiti di un’evidenza non randomizzata, l’analisi fornisce prova ulteriore della fattibilità e dell’utilità dell’impiego dei patient-reported outcomes nella pratica clinica oncologica. Il beneficio in qualità di vita si ottiene con l’impiego di uno strumento facile da somministrare, non costoso (se non per il tempo necessario per la somministrazione e la raccolta) e che ha riscontrato elevato gradimento da parte dei pazienti.
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