Medinews
4 Novembre 2008

TESTAMENTO BIOLOGICO: MARINO, NON IMPORRE NUTRIZIONE PER LEGGE

Imporre la nutrizione artificiale per legge a un paziente significa violare la Costituzione, che prevede il diritto di rifiutare le cure. E’ quanto sottolinea Ignazio Marino (Pd), dopo il via a Palazzo Madama alle audizioni degli esperti nell’ambito dei lavori della Commissione Sanità sul testamento biologico. Sono stati ascoltati i rappresentanti dell’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI), della Società Italiana di Chirurgia (SIC), della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) e della Società Italiana di Nutrizione Parentelare ed Enterale (SINPE). Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale e capogruppo del PD in Commissione sanità, ha commentato così i contenuti dell’audizione: “Mi trovo perfettamente d’accordo con la posizione dell’ACOI, rappresentata dal Presidente Vincenti, che e’ stato molto chiaro: riguardo ad ogni terapia, compresa la nutrizione artificiale, il medico si deve attenere alla volontà espressa dal paziente, come prescritto dal Codice di deontologia medica. Il Presidente della SIC De Antoni e, in particolare, il Presidente della SIMLA hanno invece sostenuto che idratazione e nutrizione non sono assimilabili all’accanimento terapeutico, e dunque il paziente non avrebbe il diritto di chiederne la sospensione nel caso in cui un giorno si trovasse incosciente e nell’impossibilità di recuperare l’integrità intellettiva”. “Questa posizione evidenzia però una contraddizione: se si approverà una legge dove la nutrizione artificiale viene considerata obbligatoria in qualunque circostanza, il medico si troverà a dover eseguire una procedura senza poter decidere in scienza e coscienza, e senza seguire le eventuali volontà del paziente. Dovrà somministrare la nutrizione per legge e basta. Ma dove va a finire l’alleanza terapeutica in questo caso? Dove il rapporto di fiducia tra il medico e il paziente? L’obbligatorietà della nutrizione artificiale, che peraltro può essere rifiutata da una persona cosciente negando il consenso a questa terapia, potrebbe mettere in difficoltà molti medici e rischierebbe inevitabilmente un aumento esponenziale delle cause contro gli operatori sanitari; si infrange infatti il diritto costituzionale in base al quale nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario contro la propria volontà”.
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