sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
22 Dicembre 2009

TERAPIE EMERGENTI PER IL MIELOMA MULTIPLO

Il trattamento del mieloma multiplo ha mostrato grandi progressi negli ultimi anni, con l’introduzione di nuovi agenti come talidomide, lenalidomide e bortezomib. Non sono note però ancora le modalità di associazione di questi nuovi agenti con quelle convenzionali (melphalan e corticosteroidi).
Nella sessione plenaria dedicata al mieloma multiplo, la dottoressa Maria-Victoria Mateos, Hospital Universitario de Salamanca in Spagna, ha presentato i risultati dello studio prospettico randomizzato dello Spanish Myeloma Group su 260 pazienti anziani con nuova diagnosi di mieloma multiplo. In questo studio, il trattamento di induzione con bortezomib, melphalan e prednisone (VMP) è stato comparato con quello contenente bortezomib, talidomide (100 mg/die) e prednisone (VTP), seguito da terapia di mantenimento con bortezomib (1.3 mg/m2 ai giorni 1, 4, 8 e 11 ogni 3 mesi) in combinazione a talidomide (50 mg/die) (VT) oppure a prednisone (50 mg ogni altro giorno) (VP). Dopo aver completato 6 cicli di induzione, i pazienti sono stati randomizzati a VT o VP per tre anni. Il gruppo trattato in induzione con VMP, seguita da mantenimento con VT, ha mostrato una migliore sopravvivenza libera da progressione di quello trattato con VTP+VP. Simili risposte sono state osservate sia nei pazienti a rischio standard che sfavorevole, indicando che questi nuovi regimi non sono influenzati dagli indicatori standard di prognosi sfavorevole. Gli eventi avversi dopo induzione con VMP sono stati una più alta incidenza di neutropenia e infezioni, mentre dopo VTP si sono manifestati più frequentemente neuropatia periferica ed eventi cardiaci gravi, anche se a bassa incidenza.


SIEnews – Numero 23 – 23 dicembre 2009
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