martedì, 5 luglio 2022
Medinews
11 Gennaio 2011

TERAPIE COMPLEMENTARI IN PAZIENTI CON GLIOMA

In pratica clinica, l’uso di terapie complementari può essere trascurato e ampiamente sottostimato. La principale motivazione dei pazienti non è però la sfiducia verso le terapie convenzionali. I neuro-oncologi dovrebbero tenere sempre presente il fenomeno e incoraggiare un dialogo aperto, seppur critico, con i loro pazienti. Malgrado i nuovi approcci terapeutici multimodali, la maggior parte dei tumori gliali non è curabile e i pazienti possono sentire il bisogno di cercare terapie complementari che li aiutino nella lotta alla malattia o ad alleviare i sintomi caratteristici del tumore. La diffusione dell’uso di terapie complementari o alternative, il razionale dei pazienti e il costo delle terapie complementari per i gliomi ad oggi non sono ben conosciute. Neurochirurghi dello University Medical Center Hamburg-Eppendorf di Amburgo hanno utilizzato un questionario e il database del German Glioma Network per valutare gli aspetti del problema. Nello studio pubblicato sulla rivista Neurology (leggi abstract originale) sono stati raccolti 621 questionari di valutazione da pazienti con tumori gliali di grado WHO II-IV. I pazienti sono stati arruolati in 6 centri neuro-oncologici in Germania. Per terapia complementare si intendeva qualsiasi metodo o derivato non utilizzato nella pratica clinica di routine e non scientificamente valutato. Il 40% dei pazienti che hanno risposto al questionario ha confermato l’uso di terapie complementari. Differenze significative tra il gruppo di utilizzatori e di non utilizzatori sono state osservate sia riguardo l’età (i giovani più degli anziani), il sesso (femmine più dei maschi) e il livello di istruzione (livello di scolarizzazione alto più del basso). La motivazione all’uso delle terapie complementari non era dettata dall’insoddisfazione delle cure ricevute dai neuro-oncologi, ma dal desiderio di aggiungere beneficio alle cure standard.
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