Medinews
14 Novembre 2013

TERAPIA TARGET DEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO NEI PAZIENTI ANZIANI: FOCUS SU SORAFENIB

L’impatto dell’età sugli effetti del trattamento e le successive opzioni con i nuovi agenti target sono descritti in questa revisione

Il carcinoma epatico è la terza più frequente causa di morte per cancro nel mondo. Il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale richiede quindi un consenso sulla decisione di terapia quando si devono trattare i pazienti anziani. L’età, per sé, potrebbe anche non essere un fattore critico determinante per la selezione di un’opzione terapeutica. Negli anni scorsi sono stati chiariti alcuni meccanismi di epato-carcinogenesi ed è stato dimostrato un coinvolgimento di varie vie cellulari, che includono angiogenesi, trasduzione aberrante del segnale e alterato controllo del ciclo cellulare, che sono utili nella valutazione dell’attività e della tossicità di alcuni dei nuovi agenti a target molecolare. Gli oncologi dell’Ospedale “G. Rummo” di Benevento hanno ricordato che sorafenib ha mostrato un aumento significativo della sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato in due studi clinici prospettici, randomizzati, controllati verso placebo. Successivamente, un certo numero di studi retrospettivi e prospettici ha suggerito una similarità di efficacia della terapia con sorafenib nel trattamento del tumore del fegato nei pazienti anziani e in quelli più giovani. La revisione pubblicata sulla rivista Drugs and Aging (leggi abstract) ha preso in considerazione l’impatto dell’età sugli effetti della terapia target con sorafenib in questi pazienti e le successive opzioni di trattamento con nuovi agenti target (everolimus, tivantinib, linifanib, ecc.).


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2013
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