martedì, 24 novembre 2020
Medinews
17 Maggio 2011

TERAPIA NEOADIUVANTE PER LE METASTASI LINFONODALI DEL CANCRO ESOFAGEO LOCALMENTE AVANZATO

Il trattamento chemio-radioterapico (CT-RT) neoadiuvante riduce non solo la frequenza, ma modifica anche la localizzazione metastatica nei linfonodi. La CT-RT prima della resezione chirurgica sembra infatti alterare il numero di metastasi linfonodali e la distribuzione di quelle che rimangono. Ricercatori padovani hanno valutato le modificazioni alle metastasi linfonodali indotte dalla CT-RT neoadiuvante in 402 pazienti consecutivi con cancro all’esofageo o alla giunzione gastro-esofagea (181 adenocarcinomi, AC, e 221 carcinomi a cellule squamose, SCC), in stadio clinico T1N1, T2N1, T3N0 o T3N1 e stadio patologico M0, che si sono presentati all’unità di chirurgia oncologica dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV-IRCCS) tra il 1992 e il 2007 e che sono state sottoposti a resezione completa (R0) e inclusi in questo studio retrospettivo costruito su un database raccolto prospettivamente. Tutti i linfonodi asportati sono stati conservati e analizzati al microscopio e le caratteristiche delle metastasi linfonodali, nei pazienti sottoposti a terapia neoadiuvante con CT o CT-RT, sono state comparate con quelle di pazienti sottoposti alla sola resezione chirurgica. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Surgical Oncology (leggi abstract originale) è risultato che quasi il 30% dei pazienti con AC e approssimativamente il 40% di quelli con SCC mostrava un effettivo ‘downstaging’ del tumore dopo la terapia neoadiuvante: un minor numero di metastasi linfonodali paracardiali è stato osservato nei pazienti con AC (p = 0.002) sottoposti a terapia neoadiuvante CT-RT e, analogamente, meno metastasi ai linfonodi paraesofagei, paracardiali e subcardiali nei pazienti con SCC, nei quali i linfonodi perigastrici erano divenuti il secondo più frequente sito di metastasi.
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