domenica, 3 maggio 2026
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10 Novembre 2009

TERAPIA INTRATECALE INTENSIFICATA NEI BAMBINI CON LLA A CELLULE T

Il suo utilizzo in luogo della radioterapia craniale profilattica non compromette l’efficacia del trattamento e la sopravvivenza libera da eventi. A causa dell’aumentato rischio di recidiva nel sistema nervoso centrale (SNC) in corso di leucemia linfoblastica acuta a cellule T (LLA-T), non è a tutt’oggi chiaro se la radioterapia craniale profilattica (RtCP) possa essere omessa senza compromettere l’efficacia del trattamento. In questo studio, la RtCP è stata sostituita con la terapia intratecale intensificata (TII) in un gruppo di pazienti con LLA-T a rischio intermedio che avevano risposto al prednisone. Nel periodo 1989-2003, 143 pazienti con LLA-T (età: 1-18 anni) sono stati arruolati ai protocolli israeliani INS-89 (n = 84) e INS-98 (n = 59), simili a quelli ‘ALL-Berlin-Frankfurt-Munster’ (BFM) 86/90 e ‘ALL-BFM 95’, rispettivamente. I risultati dello studio pubblicato nel British Journal of Haematology (leggi abstract originale) indicano una sopravvivenza libera da eventi (SSE) a 5 anni del 70 ± 5.9% nel gruppo a rischio intermedio dell’INS-89 (n = 60) e dell’83.7 ± 5.6% nell’INS-98 (n = 43) (p = 0.12). L’incidenza cumulativa di recidive nel SNC era del 5.0 ± 2.8% e del 2.3 ± 2.3% (p = 0.50), rispettivamente. Gli autori dello studio non hanno invece evidenziato differenze significative nell’outcome dei pazienti a rischio intermedio che presentavano un numero di globuli bianchi ³ 100×109/l ed erano stati trattati con TII (n = 17) o con RtCP (n = 10). Per tutti i pazienti con LLA-T, la SSE a 5 anni era del 61.9 ± 5.3% nell’INS-89 e del 72.9 ± 5.8% nell’INS-98 (p = 0.21), mentre l’incidenza cumulativa di recidive era del 7.1 ± 2.8% e dell’1.7 ± 1.7% (p = 0.142), rispettivamente. In conclusione, la prognosi dei pazienti con LLA-T a rischio intermedio, che hanno ricevuto TII nell’ambito di protocolli BFM-simili è sovrapponibile a quella osservata in studi che hanno impiegato RtCP, ed è associata al contempo ad un ridotto rischio di ricaduta nel SNC, indipendentemente dal numero di globuli bianchi.
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