giovedì, 29 settembre 2022
Medinews
22 Dicembre 2014

TERAPIA INTENSIVA DI DEPRIVAZIONE ANDROGENICA CON ABIRATERONE ACETATO E LEUPROLIDE ACETATO IN PAZIENTI CON TUMORE PROSTATICO LOCALIZZATO AD ALTO RISCHIO: RISULTATI DI UNO STUDIO NEOADIUVANTE RANDOMIZZATO, DI FASE II

Il trattamento con agonista dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante (agonista LHRH: leuprolide acetato) e abiraterone acetato (profarmaco di abiraterone) offre una soppressione degli androgeni tessutali più efficiente di quella ottenuta con il solo agonista LHRH. I tassi di cura dei tumori prostatici localizzati, ad alto rischio, e di alcuni a rischio intermedio trattati con la terapia locale, sono spesso sub-ottimali. Gli ‘outcome’ migliorano con la terapia di deprivazione androgenica (ADT) concomitante alla radioterapia, ma non con ADT e chirurgia. L’agonista LHRH, leuprolide acetato, non riduce i livelli sierici di androgeni così efficacemente come abiraterone acetato, un inibitore dell’enzima CYP17 che abbassa i livelli sierici di testosterone (< 1 ng/dL) e migliora la sopravvivenza nel tumore prostatico metastatico. La possibilità che una maggiore soppressione androgenica nei pazienti con tumore prostatico localizzato ad alto rischio possa risultare in ‘outcome’ clinici migliori rende di massima importanza una nuova valutazione della ADT neoadiuvante con una soppressione androgenica più potente. Ricercatori statunitensi e inglesi hanno condotto uno studio neoadiuvante randomizzato di fase II, in cui 58 pazienti con tumore prostatico localizzato ad alto rischio sono stati trattati con la combinazione di un agonista LHRH e abiraterone acetato. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), i pazienti sono stati randomizzati per le prime 12 settimane a solo agonista LHRH vs agonista LHRH e abiraterone acetato. Dopo biopsia prostatica, tutti i pazienti sono stati trattati per altre 12 settimane con l’agonista LHRH e abiraterone acetato, seguiti dalla prostatectomia. I risultati delle biopsie prostatiche dopo le prime 12 settimane di trattamento hanno indicato che i livelli di androgeni, incluso l’endpoint primario (diidrotestosterone / testosterone) nel tessuto prostatico, erano significativamente più bassi (deidroepiandrosterone, ∆(4)-androsten-3,17-dione e diidrotestosterone, tutti p < 0.001; testosterone, p < 0.05) nei pazienti trattati con l’agonista LHRH in combinazione ad abiraterone acetato, rispetto al solo agonista LHRH. La stadiazione patologica dalla prostatectomia ha mostrato una bassa incidenza di risposte complete e malattia residua minima, con tumore residuo T3- o linfonodo-positivo nella maggioranza dei casi. In conclusione, il trattamento con agonista LHRH (leuprolide acetato) e abiraterone acetato induce una soppressione degli androgeni tessutali più efficace di quella prodotta dal solo agonista LHRH. Una soppressione androgenica intratumorale intensiva attuata con leuprolide acetato, un agonista LHRH, e abiraterone acetato prima della prostatectomia può quindi ridurre la massa tumorale nei pazienti con carcinoma prostatico localizzato ad alto rischio.
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