giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
5 Luglio 2011

TERAPIA ENDOCRINA ADIUVANTE E ACIDO ZOLEDRONICO IN DONNE CON CANCRO ALLA MAMMELLA IN FASE INIZIALE

L’analisi del follow-up a 48 mesi dell’Austrian Breast and Colorectal Cancer Study Group trial-12 (ABCSG-12) indica che l’aggiunta di acido zoledronico alla terapia endocrina adiuvante migliora la sopravvivenza libera da malattia nelle donne con cancro alla mammella in stadio iniziale che si manifesta prima della menopausa. Nello studio randomizzato, controllato, in aperto, fattoriale 2×2, multicentrico, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale), i ricercatori dell’ABCSG hanno valutato l’efficacia clinica nel lungo termine, sia in termini di sopravvivenza libera da malattia che di esiti della malattia, e la sicurezza della somministrazione di anastrozolo (1 mg/die) o di tamoxifene (20 mg/die) in associazione o meno ad acido zoledronico (4 mg ogni 6 mesi) per 3 anni in 1803 pazienti in pre-menopausa con cancro alla mammella in fase iniziale (stadio I-II), positivo ai recettori endocrini, che ricevevano goserelin (3.6 mg ogni 28 giorni). La randomizzazione (rapporto 1:1:1:1) è stata eseguita con procedimento computerizzato e basata sul metodo di minimizzazione di Pocock e Simon per bilanciare i 4 bracci di trattamento con le 8 variabili prognostiche (età, chemioterapia neoadiuvante, stadio tumorale patologico, coinvolgimento linfonodale, tipo di terapia chirurgica o locoregionale, dissezione ascellare completa, terapia radiante intra-operatoria e regione geografica). L’allocazione al trattamento non è stata mascherata. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da malattia (definita come recidiva della malattia o decesso), con analisi ‘intention-to-treat’. Ad un follow-up mediano di 62 mesi (range: 0 – 114.4), più di 2 anni dopo il completamento del trattamento, i risultati dello studio indicano 186 eventi totali di sopravvivenza libera da malattia (53 di 450 pazienti randomizzate a solo tamoxifene, 57 di 453 pazienti a solo anastrazolo, 36 di 450 pazienti a tamoxifene e acido zoledronico e 40 di 450 pazienti ad anastrozolo e acido zoledronico). L’acido zoledronico ha ridotto globalmente il rischio di eventi di sopravvivenza libera da malattia (HR 0.68, IC 95%: 0.51 – 0.91; p = 0.009), sebbene la differenza non sia significativa nei bracci tamoxifene (HR 0.67, IC 95%: 0.44 – 1.03; p = 0.067) e anastrozolo (HR 0.68, IC 95%: 0.45 – 1.02; p = 0.061) valutati separatamente. L’acido zoledronico non ha alterato significativamente il rischio di morte (30 decessi con acido zoledronico vs 43 in assenza di farmaco; HR 0.67, IC 95%: 0.41 – 1.07; p = 0.09). Non esisteva differenza neanche nella sopravvivenza libera da malattia tra le pazienti in trattamento con solo tamoxifene e con solo anastrozolo (HR 1.08, IC 95%: 0.81 – 1.44; p = 0.591), ma la sopravvivenza globale era peggiore con anastrozolo che con tamoxifene (46 vs 27 decessi; HR 1.75, IC 95%: 1.08 – 2.83; p = 0.02). I trattamenti erano in genere ben tollerati, non associati a insufficienza renale o a osteonecrosi della mandibola. Dolore osseo è stato riportato in 601 pazienti (33%; 349 trattati con acido zoledronico vs 252 che non assumevano il farmaco), fatigue in 361 (20%; 192 vs 169), cefalea in 280 (16%; 147 vs 133) e artralgia in 266 (15%; 145 vs 121). In conclusione, l’associazione di acido zoledronico alla terapia endocrina adiuvante nelle pazienti in pre-menopausa con cancro alla mammella in stadio iniziale offre benefici persistenti. La sopravvivenza libera da malattia è risultata simile dopo trattamento con tamoxifene o con anastrozolo, ma le donne che assumevano questo ultimo derivato mostravano una più bassa sopravvivenza globale.
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