mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
27 Aprile 2010

TERAPIA CONTINUATIVA CON SUNITINIB NEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO

Il dosaggio pieno del farmaco somministrato senza interruzione fino a progressione o tossicità grave induce una buona risposta nei pazienti con funzionalità epatica poco compromessa. Il sunitinib è un inibitore multitarget della tirosin-chinasi con riconosciuta attività antitumorale e antiangiogenica. Ricercatori afferenti al Swiss Group for Clinical Cancer Research (SAKK) e al Swiss Association for the Study of the Liver (SASL) hanno condotto uno studio multicentrico di fase II (SAKK 77/06) per valutare l’attività antitumorale di sunitinib, quando somministrato in modo continuativo nei pazienti con carcinoma epatico. I criteri chiave di eleggibilità allo studio includevano: tumore non resecabile o metastatico, nessun precedente trattamento antitumorale sistemico, malattia misurabile e disfunzione epatica in classe Child-Pugh A o B lieve. Ai 45 pazienti con età mediana di 63 anni, inclusi nello studio, è stato somministrato sunitinib (37.5 mg al giorno) fino a progressione della malattia o comparsa di tossicità intollerabile. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione dopo 12 settimane (SSP12). Nello studio pubblicato nella rivista Oncologist (leggi abstract originale), l’89% dei pazienti era in classe Child-Pugh A e il 47% presentava metastasi distanti. La SSP12 è stata raggiunta da 15 pazienti (33%, intervallo di confidenza 95%: 20 – 47). Durante il periodo di osservazione, i ricercatori svizzeri hanno registrato una sola risposta completa e, come migliore risposta, il 40% di stabilizzazione della malattia. La durata della SSP, la durata della stabilizzazione della malattia, il tempo alla progressione e la sopravvivenza globale erano rispettivamente 1.5, 2.9, 1.5 e 9.3 mesi (mediana). Eventi avversi di grado 3 e 4 non sono stati frequenti, nessuno dei 33 decessi è stato collegato al trattamento. La somministrazione continua di sunitinib alla dose giornaliera di 37.5 mg è quindi valida e presenta una moderata attività nei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato e disfunzione epatica da lieve a intermedia. La terapia, testata in questo studio (con più di 13 SSP12 raggiunte), è considerata quindi promettente. Questo è infatti il primo studio che descrive gli effetti clinici di un trattamento continuativo con sunitinib in pazienti con carcinoma epatico, in dosi corrispondenti alla schedula utilizzata in un altro studio, randomizzato di fase III, ancora in corso, di comparazione con il trattamento standard attualmente in uso (sorafenib).
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