venerdì, 17 aprile 2026
Medinews
21 Marzo 2013

TERAPIA CON INTERLEUCHINA 2 E INTERFERONE ALFA SEGUITA DA SORAFENIB NEL CARCINOMA RENALE

Il regime sequenziale ha mostrato efficacia e tossicità controllabile in una popolazione di pazienti con malattia in stadio avanzato

L’immunoterapia con interleuchina 2 (IL-2) e interferone alfa (IFN-alfa) è rimasta il trattamento di scelta per il carcinoma renale in stadio avanzato fino a quando la terapia anti-angiogenica con inibitori delle tirosin-chinasi è stata sviluppata nei primi anni 2000. Questo studio clinico di fase II, pubblicato sulla rivista Clinical and Translational Oncology (leggi abstract), ha esplorato l’efficacia e la tossicità della terapia sequenziale con IL-2 e IFN-alfa seguiti da sorafenib. I criteri di eleggibilità includevano carcinoma renale misurabile, non operabile, istologicamente confermato con predominanza a cellule chiare, nessun trattamento sistemico precedente e performance status (PS) ECOG 0 – 2. Il regime di trattamento era costituito da un ciclo di 6 settimane di IL-2 per via sottocutanea (s.c.), al dosaggio di 9 x 106 UI ai giorni 1 – 6 delle settimane 1, 2, 4 e 5, in associazione a IFN-alfa s.c., al dosaggio di 6 x 106 UI ai giorni 1, 3 e 5 delle settimane 1 – 6. Ai ‘responder’ è stato somministrato questo regime per ulteriori 6 settimane. Tutti i pazienti hanno ricevuto sorafenib per via orale (400 mg bid), dopo l’immunoterapia, fino a progressione della malattia. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS). I ricercatori dell’Hospital de la Santa Creu i Sant Pau di Barcellona hanno arruolato in totale 41 pazienti, con età mediana di 57 anni, PS ECOG 0 in 17 pazienti e 1 in altri 20; 35 avevano subito precedente nefrectomia e 18 avevano tumore a cellule chiare puro. La PFS mediana è risultata di 7.4 mesi (IC 95%: 6.5 – 13.1) e la sopravvivenza globale (OS) di 16.6 mesi (IC 95% non raggiunta). In 36 pazienti con risposta valutabile, il tasso di risposta obiettiva (ORR) è stato del 44.4% e il tasso di controllo della malattia del 94.4%; la maggior parte degli eventi avversi comprendeva tossicità di grado 1 o 2 (84.7%). Durante l’immunoterapia, i più comuni eventi avversi sono stati febbre (82.9%), astenia (56.1%) e anoressia (46.3%), mentre con sorafenib sono state osservate diarrea (48.8%) e sindrome mano-piede (46.3%). In conclusione, un regime sequenziale con immunoterapia contenente IL-2 e IFN-alfa seguito da sorafenib ha mostrato efficacia e tossicità controllabile in una coorte di pazienti con carcinoma renale in stadio avanzato.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2013
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.