Medinews
17 Marzo 2014

TENDENZE E VARIAZIONE DELL’USO DELLA RICOSTRUZIONE DELLA MAMMELLA IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO SOTTOPOSTE A MASTECTOMIA NEGLI STATI UNITI

La ricostruzione della mammella è sempre più diffusa, anche se il suo utilizzo mostra ampia variabilità geografica. Attualmente, attenzione particolare è stata rivolta all’accesso delle pazienti con tumore mammario alla ricostruzione della mammella, che apre la via a importanti benefici psicosociali. Utilizzando il database di MarketScan, che raccoglie tutti dati di richiesta di rimborso dei pazienti statunitensi coperti da assicurazione sanitaria lavorativa, i ricercatori della University of Michigan di Ann Arbor, The University of Texas MD Anderson Cancer Center di Houston e The Swan Center For Plastic Surgery di Alpharetta, hanno identificato 20560 donne sottoposte a mastectomia per tumore mammario tra il 1998 e il 2007. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) hanno valutato le tendenze temporali utilizzando il test di Cochran-Armitage e hanno correlato l’uso della ricostruzione con la densità di personale in chirurgia plastica e trattamenti diversi utilizzando la regressione multivariata. L’età mediana del campione utilizzato era 51 anni. I risultati indicano un aumento della ricostruzione mammaria dal 46% nel 1998 al 63% nel 2007 (p < 0.001), con un incremento dell’uso di impianti e una ridotta applicazione di tecniche autologhe nel tempo (p < 0.001). Anche la mastectomia bilaterale è aumentata dal 3% nel 1998 al 18% nel 2007 (p < 0.001). Le pazienti sottoposte a mastectomia bilaterale avevano maggiori probabilità di ricevere il trattamento di ricostruzione (odds ratio [OR] 2.3; p < 0.001) e invece quelle sottoposte a radioterapia avevano probabilità più basse di riceverla (OR 0.44; p < 0.001). I tassi di ricostruzione variavano significativamente rispetto alla regione geografica, con associazioni con la densità di chirurghi plastici in ogni Stato e con il reddito del Paese. Le tecniche autologhe erano utilizzate più spesso nelle pazienti sottoposte a ricostruzione e a radioterapia (OR 1.8; p < 0.001) e meno frequentemente nelle donne coperte da assicurazione con modalità di rateo fisso per prestazioni libere (‘capitation’) (OR 0.7; p < 0.001), nelle pazienti sottoposte a mastectomia bilaterale (OR 0.5; p < 0.001) o in quelle che rientravano nel quartile a reddito più alto (OR 0.7; p = 0.006). La ricostruzione posticipata è stata eseguita nel 21% delle pazienti sottoposte a questa procedura. In conclusione, la ricostruzione mammaria è aumentata nel tempo, ma presenta ampia variabilità geografica. Essere sottoposte ad altri trattamenti correla con l’uso e gli approcci volti alla ricostruzione, ma ulteriori ricerche e interventi sono necessari per assicurare un equo accesso a questo importante componente del trattamento multidisciplinare del tumore mammario.
TORNA INDIETRO