giovedì, 2 febbraio 2023
Medinews
8 Marzo 2010

TASSI DI SOPRAVVIVENZA NEI PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO NON TRATTATI

Una meta-analisi condotta da un gruppo di gastroenterologi dell’Università di Palermo conferma l’eterogeneità dell’evoluzione del tumore e offre solide basi per la stratificazione dei pazienti. Conoscere l’evoluzione spontanea della patologia è importante per disegnare studi clinici controllati randomizzati volti alla valutazione di nuovi approcci terapeutici, ma la sopravvivenza dei pazienti in assenza di trattamento è molto variabile e i fattori prognostici che influenzano l’outcome non sono stati interamente definiti. Lo scopo di questa meta-analisi pubblicata nella rivista Hepatology (leggi abstract originale) è stato valutare le percentuali di sopravvivenza a 1 e 2 anni nei pazienti non precedentemente trattati arruolati in trial controllati randomizzati di terapie palliative e di identificarne i fattori prognostici. Gli studi clinici suddetti che hanno valutato terapie per il carcinoma epatico verso placebo o nessun trattamento sono stati identificati dai ricercatori dell’Università di Palermo attraverso una ricerca sul database MEDLINE aggiornata ad aprile 2009. I dati sono stati combinati in un modello a effetto random. Gli outcome primari erano la sopravvivenza a 1 e 2 anni. Gli studi che hanno incontrato i criteri di inclusione erano 30. Le stime raggruppate delle percentuali di sopravvivenza erano del 17.5% a 1 anno (intervallo di confidenza [IC] 95%: 11-27%, range: 0-75%) e del 7.3% a 2 anni (IC 95%: 3.9-13%, range: 0-50%). L’eterogeneità degli studi era molto alta (p < 0.0001) sia per la sopravvivenza a 1 anno che a 2 anni e persisteva anche quando gli studi controllati randomizzati erano stati stratificati secondo le caratteristiche del paziente e dello studio. Performance status alterato, classe Child-Pugh B e C e presenza di trombosi della vena porta erano tutte variabili indipendentemente associate, in analisi di meta-regressione, ad una sopravvivenza più breve. L’ascite era fortemente associata ad una prognosi peggiore del tumore in stadio intermedio o avanzato secondo il Barcelona Clinic Liver Cancer. Questa meta-analisi conferma l’eterogeneità dell’evoluzione del carcinoma epatico e fornisce solide basi per la stratificazione, secondo la sopravvivenza attesa, dei pazienti con epatocarcinoma in trial futuri per lo studio di nuovi agenti antineoplastici.
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