venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
11 Aprile 2011

SVILUPPO DI UN SECONDO TUMORE DOPO RADIOTERAPIA NEGLI ADULTI: STUDIO DI COORTE AMERICANO

Epidemiologi del National Cancer Institute di Bethesda sostengono che solo una piccola proporzione dei casi di secondo tumore sia da attribuire alla radioterapia nell’adulto e che altri fattori siano responsabili, ad esempio lo stile di vita e la genetica. La prolungata sopravvivenza ottenuta con le nuove terapie suggerisce che i rischi del trattamento nel lungo termine siano di primaria importanza: tra questi quello di sviluppare un secondo tumore dopo la radioterapia. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) hanno stimato la percentuale di secondi tumori, attribuibili alla radioterapia, negli adulti, consultando i dati di registri statunitensi del cancro del Surveillance, Epidemiology and End Results (SEER). A questo fine, hanno utilizzato nove registri del SEER per analizzare sistematicamente 15 siti di cancro trattati di routine con la radioterapia (cavo orale e faringe, ghiandole salivari, retto, ano, laringe, polmoni, tessuti molli, mammella nelle donne, cervice, endometrio, prostata, testicolo, occhio e orbita, cervello e sistema nervoso centrale e tiroide). La coorte studiata era costituita da pazienti adulti sopra i 20 anni che avevano ricevuto diagnosi di un primo cancro invasivo primario solido, registrato nel SEER tra il 1 gennaio 1973 e il 31 dicembre 2002. I rischi relativi (RR) per il secondo tumore nei pazienti trattati con la radioterapia, rispetto a quelli non trattati con terapia radiante, sono stati stimati con regressione di Poisson aggiustata per età, stadio e altri potenziali fattori di confondimento. In totale, 647672 pazienti oncologici, sopravviventi da almeno 5 anni, sono stati seguiti per un periodo medio di 12 anni (SD 4.5, range 5 – 34). Tra questi, 60271 (9%) hanno sviluppato un secondo tumore solido. Per ogni sito del primo cancro, il RR di sviluppare un secondo tumore associato alla radioterapia ha superato l’unità con valori tra 1.08 (IC 95%: 0.79 – 1.46), dopo trattamento di tumori a occhio e orbita, e 1.43 (IC 95%: 1.13 – 1.84), dopo cancro al testicolo. In generale, il RR era più alto per gli organi che avevano ricevuto più di 5 Gy, diminuiva con la maggiore età alla diagnosi e aumentava con il tempo trascorso dalla diagnosi. I ricercatori americani hanno stimato 3266 secondi tumori solidi (range 2862 – 2670) in eccesso che potrebbero essere correlati alla radioterapia, corrispondenti all’8% (range 7 – 9) tra tutti i pazienti sottoposti a radioterapia (sopravviventi per ≥ 1 anno) e a 5 tumori in più a 15 anni dalla diagnosi ogni 1000 pazienti trattati con radioterapia.
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