Medinews
3 Dicembre 2013

STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE II DI ONARTUZUMAB IN COMBINAZIONE CON ERLOTINIB IN PAZIENTI CON TUMORE AVANZATO DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE

La combinazione è stata associata a una migliore sopravvivenza libera da progressione (PFS) e sopravvivenza globale (OS) nella popolazione di pazienti MET-positivi. Nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), un aumentato segnale del fattore di crescita degli epatociti/MET è stato associato a prognosi sfavorevole e resistenza acquisita ai farmaci contro il fattore di crescita epidermico (EGFR). In questo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ricercatori statunitensi, in collaborazione con colleghi europei e russi, hanno valutato se la doppia inibizione di MET ed EGFR potesse risultare in un beneficio clinico nei pazienti con NSCLC. I pazienti con recidiva di NSCLC sono stati randomizzati (1:1) a ricevere onartuzumab ed erlotinib oppure placebo ed erlotinib; il ‘cross-over’ al farmaco in studio era permesso alla comparsa di progressione. Dai pazienti è stato prelevato tessuto tumorale per determinare lo stato MET con metodo immunoistochimico (IHC). Endpoint co-primari erano la PFS sia nella popolazione ‘intent-to-treat’ (ITT) che MET-positiva (con metodo IHC); endpoint addizionali includevano la OS, il tasso di risposta obiettiva e la sicurezza. I risultati non hanno evidenziato alcun miglioramento di PFS o di OS nella popolazione ITT (n = 137; hazard ratio [HR] di PFS 1.09; p = 0.69; HR di OS 0.80; p = 0.34), mentre i pazienti MET-positivi (n = 66) trattati con erlotinib e onartuzumab hanno mostrato un miglioramento sia di PFS (HR 0.53; p = 0.04) che di OS (HR 0.37; p = 0.002). Al contrario, gli ‘outcome’ clinici erano peggiori nei pazienti MET-negativi trattati con onartuzumab ed erlotinib (n = 62; HR di PFS 1.82; p = 0.05; HR di OS 1.78; p = 0.16) e i pazienti MET-positivi di controllo hanno mostrato ‘outcome’ peggiori rispetto a quelli MET-negativi di controllo (n = 62; HR di PFS 1.71; p = 0.06; HR di OS 2.61; p = 0.004). L’incidenza di edema periferico è risultata aumentata nei pazienti trattati con onartuzumab. In conclusione, la combinazione di onartuzumab ed erlotinib è stata associata, in questo studio, a migliore sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale nella popolazione di pazienti MET-positivi. Questi risultati considerati in associazione agli ‘outcome’ più sfavorevoli osservati nei pazienti MET-negativi, trattati con onartuzumab, evidenziano l’importanza del test diagnostico durante lo sviluppo del farmaco.
TORNA INDIETRO