Medinews
8 Luglio 2014

STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE 2 CON AFATINIB VS CETUXIMAB NEL CARCINOMA A CELLULE SQUAMOSE DI TESTA E COLLO, METASTATICO O IN RECIDIVA

In questo studio esplorativo di fase 2, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), afatinib ha mostrato attività antitumorale comparabile a quella di cetuximab nel carcinoma a cellule squamose di testa e collo, metastatico o in recidiva, sebbene molti più pazienti in trattamento con afatinib hanno dovuto interrompere la terapia per gli eventi avversi. Afatinib, farmaco che blocca in maniera irreversibile la famiglia ErbB, ha mostrato attività nel tumore del polmone con mutazione di EGFR (epidermal growth factor receptor). Ricercatori statunitensi ed europei hanno ipotizzato che il farmaco potesse avere un’attività antitumorale superiore a cetuximab nel carcinoma a cellule squamose di testa e collo, metastatico o in recidiva, in progressione dopo terapia contenente platinoidi. Lo studio in aperto, randomizzato, di fase 2 è stato condotto in 43 centri; 124 pazienti sono stati randomizzati (1:1) ad afatinib (50 mg/giorno) o cetuximab (250 mg/m2 alla settimana) fino a progressione della malattia o eventi avversi intollerabili (stadio I), con crossover opzionale (stadio II). Endpoint primario era la riduzione della massa tumorale prima del crossover opzionale, valutata dall’investigatore (IR) e con revisione centrale indipendente (ICR). In totale, sono stati trattati 121 pazienti (61 con afatinib e 60 con cetuximab) e 68 hanno utilizzato il crossover (stadio II) (rispettivamente 32 e 36). Nello stadio I, la riduzione media della massa tumorale dopo valutazione IR e ICR era pari al 10.4 vs 16.6% nei pazienti trattati con afatinib e al 5.4 vs 10.1% in quelli trattati con cetuximab (rispettivamente p = 0.46 e p = 0.30). Il tasso di risposta obiettiva è risultato pari a 16.1 vs 8.1% con afatinib e a 6.5 vs 9.7% con cetuximab (IR vs ICR). Tassi comparabili di controllo della malattia sono stati rilevati con afatinib (50%) e cetuximab (56.5%) dopo valutazione dell’investigatore, e simili risultati sono stati registrati anche dopo revisione centrale indipendente. Gli eventi avversi, correlati al farmaco, più comuni di grado ≥ 3 erano rash cutaneo/acne (18 vs 8.3%), diarrea (14.8 vs 0%) e stomatite/mucosite (11.5 vs 0%), rispettivamente con afatinib e cetuximab. I pazienti con eventi avversi correlati al farmaco che hanno portato a interruzione del trattamento erano il 23% con afatinib e il 5% con cetuximab. Nello stadio II, il tasso di controllo della malattia (IR vs ICR) era pari a 38.9 vs 33.3% con afatinib e a 18.8 vs 18.8% con cetuximab. In conclusione, in questo studio esplorativo di fase 2, afatinib ha mostrato un’attività antitumorale comparabile a cetuximab nel carcinoma a cellule squamose di testa e collo, metastatico o in recidiva, tuttavia molti più pazienti nel braccio con afatinib hanno dovuto interrompere il trattamento per gli eventi avversi. Il trattamento sequenziale EGFR/ErbB con afatinib e cetuximab ha offerto, dopo crossover, un beneficio clinico sostenuto, suggerendo l’assenza di cross-resistenza.
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