Medinews
28 Maggio 2013

STUDIO PROSPETTICO DI EFFICACIA DELLA RM DELLA MAMMELLA E DELLO SCREENING MAMMOGRAFICO IN SOPRAVVIVENTI AL LINFOMA DI HODGKIN

Al contrario delle donne che presentano rischio genetico o familiare, nelle sopravviventi al linfoma di Hodgkin la risonanza magnetica (RM) della mammella non sembra offrire una sensibilità più alta della mammografia nella diagnosi del tumore mammario. Le attuali linee guida raccomandano una RM della mammella come esame aggiuntivo alla mammografia nello screening del carcinoma mammario in donne che sono sopravvissute a un tumore, dopo aver ricevuto radioterapia al torace in giovane età, a partire da 8 – 10 anni dopo il trattamento oncologico. Dati prospettici che abbiano valutato la sua efficacia nelle donne sopravviventi a un tumore sono però limitati. Questo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha comparato sensibilità e specificità della RM della mammella con quelle della mammografia in donne che avevano ricevuto irradiazione al torace per il linfoma di Hodgkin. Ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e Dana-Farber Cancer Institute di Boston hanno arruolato 148 donne, sottoposte a radioterapia al torace per il linfoma di Hodgkin in età ≤ 35 anni e che avevano ricevuto il trattamento da > 8 anni. RM della mammella e mammografia sono state eseguite annualmente per un periodo di 3 anni. Sensibilità e specificità delle due modalità di screening sono state comparate. In seguito allo screening, sono state eseguite 63 biopsie in 45 donne, 18 delle quali (29%) hanno evidenziato lesioni maligne. Tutte le neoplasie maligne, rilevate con lo screening, eccetto una, erano tumori alla mammella linfonodo-negativi, pre-invasivi o inferiori al centimetro. Dopo aver escluso il primo esame RM e mammografico, la sensibilità della mammografia è risultata pari al 68%, rispetto al 67% della RM (p = 1.0), valore che è aumentato al 94% con entrambe le modalità di screening. Al contrario, la specificità della sola mammografia, della sola RM o di entrambe le tecniche non è variata (rispettivamente 93, 94 e 90%). In conclusione, al contrario di quanto si verifica nelle donne con rischio genetico o familiare, nelle sopravviventi al linfoma di Hodgkin la RM della mammella non è risultata più sensibile della mammografia per la diagnosi del tumore mammario. Tuttavia, le due modalità di screening sono complementari nel rilevare casi iniziali della malattia. La diagnosi precoce, infatti, è particolarmente importante in queste pazienti, viste le sfide di trattamento del tumore mammario nelle donne che hanno precedentemente ricevuto terapia antitumorale.
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