venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
26 Settembre 2011

STUDIO OSSERVAZIONALE SULL’ASSOCIAZIONE TRA VALUTAZIONE E POSITIVITÀ DEI LINFONODI NEL CANCRO AL COLON

Negli ultimi vent’anni, il numero dei linfonodi esaminati nei pazienti con cancro al colon è aumentato, ma questo nuovo approccio non ha portato all’identificazione di tumori in stadio più alto e di conseguenza ha messo in dubbio il meccanismo di ‘upstaging’ come base primaria della migliore sopravvivenza in questi pazienti. Ad oggi, era stata osservata una sopravvivenza più prolungata nei pazienti trattati chirurgicamente per il tumore al colon che erano stati sottoposti ad esame di un più alto numero di linfonodi. Questa osservazione aveva suggerito che la migliore sopravvivenza poteva essere spiegata da una riduzione del rischio di ‘understaging’ con un più esteso esame dei linfonodi. Per comprendere e valutare questo meccanismo è stata quindi esaminata l’associazione tra una più estesa valutazione dei linfonodi, l’identificazione di quelli positivi e il rischio di morte attraverso uno studio osservazionale di coorte che ha interessato 86394 pazienti, identificati dal programma di Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) tra il 1988 e il 2008 e trattati chirurgicamente per il cancro al colon. I ricercatori afferenti all’Applied Research Program del National Cancer Institute di Bethesda hanno esaminato la relazione tra valutazione e positività dei linfonodi usando i test di Cochran-Armitage e regressione logistica multivariata e l’associazione tra esame dei linfonodi e rischio di morte è invece stata analizzata con il modello di rischio proporzionale di Cox. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) indicano un aumento del numero di linfonodi esaminati tra il 1988 e il 2008, che però non è sfociato in un corrispondente aumento del numero di linfonodi positivi. Nel periodo 1988 – 1990, il 34.6% dei pazienti (3875 di 11200) era stato sottoposto a esame di 12 o più linfonodi mentre tra il 2006 e il 2008 la percentuale era aumentata al 73.6% (9798 di 13310) (p < 0.001), ma la proporzione di tumori linfonodo-positivi è rimasta inalterata nel tempo (40% nel 1988 – 1990 e 42% nel 2006 – 2008; p = 0.53). Sebbene i pazienti sottoposti a valutazione di molti linfonodi tendessero ad essere leggermente meno linfonodo-positivi (odds ratio aggiustata per 30 – 39 vs 1 – 8 linfonodi: 1.11, IC 95%: 1.02 – 1.20), gli stessi hanno manifestato un rischio di morte significativamente più basso rispetto a quelli sottoposti a valutazione di pochi linfonodi (hazard ratio aggiustata per 30 – 39 vs 1 – 8 linfonodi: 0.66, IC 95%: 0.62 – 0.71; mortalità a 5 anni non aggiustata 35.3%).
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