giovedì, 21 ottobre 2021
Medinews
29 Aprile 2014

STUDIO NOAH CON TRASTUZUMAB NEOADIUVANTE E ADIUVANTE IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO LOCALMENTE AVANZATO HER2-POSITIVO: FOLLOW-UP DI UNO STUDIO RANDOMIZZATO, CONTROLLATO, DI SUPERIORITÀ CON COORTE PARALLELA HER2-NEGATIVA

Nello studio randomizzato, controllato, di fase III, NOAH (NeOAdjuvant Herceptin), condotto su donne con tumore localmente avanzato o infiammatorio, HER2-positivo, la terapia neoadiuvante con trastuzumab ha significativamente migliorato il tasso di risposta patologica completa e la sopravvivenza libera da eventi. I ricercatori dell’Ospedale San Raffaele di Milano, in collaborazione con colleghi europei, russi e statunitensi, hanno riportato i risultati aggiornati dell’analisi primaria per stabilire il beneficio a lungo termine della terapia neoadiuvante contenente trastuzumab. Lo studio multicentrico, aperto, pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology, ha randomizzato (1:1), con procedura computerizzata e tecnica di minimizzazione, donne con tumore mammario localmente avanzato o infiammatorio HER2-positivo a chemioterapia neoadiuvante da sola o in associazione a trastuzumab per un anno (concomitante alla chemioterapia neoadiuvante e continuato in adiuvante dopo la procedura chirurgica). Un gruppo parallelo di pazienti con tumore HER2-negativo è stato incluso nello studio e ha ricevuto solo chemioterapia neoadiuvante. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da eventi e l’analisi era di ‘intention-to-treat’. Tra il 20 giugno 2002 e il 12 dicembre 2005, i ricercatori hanno arruolato 235 pazienti con malattia HER2-positiva: di queste 118 hanno ricevuto sola chemioterapia e 117 chemioterapia e trastuzumab. Altre 99 pazienti con malattia HER2-negativa sono state incluse nella coorte parallela. Dopo un follow-up mediano di 5,4 anni (IQR: 3,1 – 6,8), il beneficio di sopravvivenza libera da eventi nelle pazienti con tumore HER2-positivo dall’aggiunta di trastuzumab alla chemioterapia si è mantenuto. La sopravvivenza libera da eventi a 5 anni è risultata pari al 58% (IC 95%: 48 – 66) nelle pazienti incluse nel gruppo di trastuzumab e al 43% (IC 95%: 34 – 52) in quelle randomizzate a sola chemioterapia; l’hazard ratio (HR), non aggiustato, della sopravvivenza libera da eventi tra i due gruppi di trattamento randomizzati, con malattia HER2-positiva, era pari a 0,64 (IC 95%: 0,44 – 0,93; p log rank a due code = 0,016). La sopravvivenza libera da eventi era fortemente associata alla remissione patologica completa nelle pazienti che avevano assunto trastuzumab. Nelle 68 pazienti che avevano mostrato risposta patologica completa (45 trattate con trastuzumab e 23 con sola chemioterapia), l’HR di sopravvivenza libera da eventi tra quelle che avevano assunto o meno trastuzumab era 0,29 (IC 95%: 0,11 – 0,78). Durante il follow-up solamente quattro eventi cardiovascolari avversi sono stati considerati dall’investigatore correlati al farmaco (linfostasi di grado 2 e linfoedema di grado 2, ciascuno in una paziente nel gruppo a trastuzumab, e trombosi di grado 2 e trombosi venosa profonda di grado 2, ciascuno in una paziente nel gruppo a sola chemioterapia). I risultati di questo studio mostrano un beneficio sostenuto della sopravvivenza libera da eventi con la terapia neoadiuvante contenente trastuzumab, seguita da trastuzumab adiuvante, nelle pazienti con tumore mammario localmente avanzato o infiammatorio e offrono nuovi spunti sull’associazione tra remissione patologica completa ed esiti a lungo termine nella malattia HER2-positiva.
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