Medinews
29 Aprile 2014

STUDIO NEOADIUVANTE DI FASE IIB, IN DOPPIO CIECO, CONTROLLATO VS PLACEBO, MULTICENTRICO, RANDOMIZZATO, DI LETROZOLO-LAPATINIB IN DONNE IN POST-MENOPAUSA CON TUMORE MAMMARIO POSITIVO AI RECETTORI ORMONALI, HER2-NEGATIVO, OPERABILE

Nel tumore mammario iniziale, la combinazione di letrozolo e lapatinib sembra accettabile, con tossicità attesa e controllabile. In pazienti non selezionate, con tumore positivo ai recettori per estrogeni e HER2(human epidermal growth factor receptor 2)-negativo, le associazioni letrozolo-lapatinib e letrozolo-placebo offrono un simile tasso di risposta clinica globale e un effetto comparabile su Ki-67 e pAKT. Lo studio italiano, multicentrico, randomizzato, controllato vs placebo, in doppio cieco, ha esaminato gli effetti clinici e biologici della combinazione di letrozolo con lapatinib vs placebo in terapia neoadiuvante in donne con tumore mammario, positivo ai recettori ormonali (HR)/HER2-negativo, operabile. I ricercatori dell’Istituto Oncologico Veneto IRCCS e Università di Padova, in collaborazione con i colleghi dei centri di Cremona, Ferrara, Carpi, Reggio Emilia, Piacenza e Modena, hanno arruolato 92 donne in post-menopausa con tumore mammario primario in stadio II – IIIA a terapia pre-operatoria della durata di 6 mesi con letrozolo (2.5 mg al giorno per os) e lapatinib (1500 mg al giorno per os) o placebo. La procedura chirurgica è stata eseguita entro 2 settimane dall’ultima somministrazione dei farmaci in studio. La risposta clinica è stata valutata con esame ecografico. I campioni pre- e post-trattamento sono stati valutati con biomarcatori selezionati e campioni di tessuto (congelati freschi) sono stati raccolti per successive analisi genomiche. I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), hanno indicato tassi di risposta clinica (parziale e completa) numericamente simili: 70% con letrozolo-lapatinib vs 63% con letrozolo-placebo. Le tossicità erano generalmente lievi e controllabili. Una significativa riduzione dell’espressione di Ki-67 e pAKT, tra basale e chirurgia, è stata osservata in entrambi i bracci. Globalmente, 34 pazienti (37%) avevano una mutazione di PIK3CA all’esone 9 e 20. Nel braccio a letrozolo-lapatinib, la probabilità di ottenere una risposta clinica era significativamente più alta in presenza di mutazione di PIK3CA (tasso di risposta obiettiva: 93 vs 63% nei tumori PIK3CA ‘wild-type’; p = 0.040). In conclusione, nel tumore mammario iniziale la combinazione di letrozolo e lapatinib è utile e associata alla tossicità attesa e controllabile. In pazienti non selezionate positive ai recettori per estrogeni e HER2-negative, letrozolo-lapatinib e letrozolo-placebo hanno offerto simili tassi di risposta clinica globale e un effetto comparabile su Ki-67 e pAKT. I risultati dell’endpoint secondario di correlazione significativa tra mutazione di PIK3CA e risposta alla combinazione letrozolo-lapatinib nelle donne con tumore mammario iniziale positivo ai recettori ormonali e HER2-negativo devono essere ora confermati in modo indipendente.
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