martedì, 24 novembre 2020
Medinews
5 Settembre 2011

STUDIO ISRAELIANO: BACILLI SU 60% CAMICI DI MEDICI E INFERMIERI

Secondo uno studio Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme più del 60% dei camici indossati da medici e infermieri è positivo ai test per la rilevazione della presenza di batteri potenzialmente pericolosi per la salute umana. La ricerca è stata svolta in Usa e Israele e recentemente è stata pubblicata sull’American Journal of Infection Control. Per l’Oms in alcuni Paesi in via di sviluppo il rischio d’infezioni contratte in ospedale è fino a 20 volte superiore rispetto alle nazioni sviluppate. Gli scienziati israeliani hanno eseguito dei tamponi sulle divise di 75 infermieri e 60 medici premendoli sulla zona addominale, sulle maniche e sulle tasche. Dall’indagine è emerso che il 65% delle uniformi degli infermieri e il 60% di quelle sui camici bianchi, ospitava agenti patogeni, alcuni dei quali resistenti a più farmaci come lo Staphylococcus aureus. “Anche se le divise non possono rappresentare un rischio diretto di trasmissione di malattie – evidenziano gli autori dello studio – questi risultati indicano una prevalenza di ceppi resistenti agli antibiotici in prossimità di pazienti ospedalizzati”. Per Russell Olmsted, presidente della Association of Professionals in Infection Control and Epidemiology “la pietra miliare della prevenzione delle infezioni rimane il lavaggio delle mani per evitare il passaggio dei microbi da queste superfici ai pazienti. Questi dati sono importanti per migliorare la comprensione delle potenziali fonti di contaminazione”.
TORNA INDIETRO