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16 Luglio 2013

STUDIO INT-0116/SWOG9008: AMPLIFICAZIONE DEL GENE HER2 NELL’ADENO-CARCINOMA DELLO STOMACO O DELLA GIUNZIONE GASTROESOFAGEA

I pazienti che non presentano amplificazione del gene HER2 traggono beneficio dal trattamento radio-chemioterapico, sia in termini di sopravvivenza libera da malattia (DFS) che di sopravvivenza globale (OS). Trastuzumab, anticorpo monoclonale che interferisce con il recettore HER2/neu, è stato approvato per il trattamento dei pazienti con carcinoma gastrico metastatico positivo al recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (HER2-positivo), tuttavia poco è noto sul ruolo di HER2 nella storia naturale di questo tumore. I pazienti con tumore gastrico arruolati nello studio di fase III INT-0116/SWOG9008, dei quali erano disponibili campioni di tessuto, sono stati valutati retrospettivamente con metodica FISH (per amplificazione del gene HER2) e immunoistochimica (IHC, per iper-espressione). Lo studio originario era stato disegnato per esaminare il beneficio della radio-chemioterapia postoperatoria, rispetto alla sola chirurgia. In questo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), i ricercatori statunitensi hanno osservato un tasso di amplificazione del gene HER2, con metodo FISH, del 10.9% nei 258 pazienti valutati, mentre quello di iper-espressione di HER2, misurato con IHC, è risultato del 12.2% nei 148 pazienti esaminati, con una concordanza del 90% tra le due metodiche. Hanno inoltre rilevato un’interazione significativa tra amplificazione HER2 e trattamento in termini sia di DFS (p = 0.020) che di OS (p = 0.034). Tra i pazienti con tumori che non presentavano amplificazione del gene HER2, quelli trattati con radio-chemioterapia mostravano una OS mediana di 44 mesi rispetto ai 24 mesi dei pazienti inclusi nel braccio a sola chirurgia (p = 0.003). Tra i pazienti che invece mostravano amplificazione HER2, non è stata osservata differenza significativa della sopravvivenza con il braccio di trattamento. Lo stato HER2 non è risultato marcatore prognostico nei pazienti che non hanno ricevuto radio-chemioterapia dopo la procedura chirurgica. In conclusione, i pazienti che non mostrano amplificazione HER2 traggono beneficio dal trattamento radio-chemioterapico sia in termini di sopravvivenza libera da malattia che di sopravvivenza globale.
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