domenica, 7 agosto 2022
Medinews
9 Ottobre 2008

STUDIO DI POPOLAZIONE CONCORD SULLA SOPRAVVIVENZA AL CANCRO NEL MONDO

Nessuno studio di comparazione è stato condotto ad oggi sulla sopravvivenza al cancro tra paesi ad elevato e a basso reddito. Le informazioni ottenute potrebbero stimolare il cambiamento e facilitare la valutazione congiunta del trend internazionale riguardo incidenza, sopravvivenza e mortalità, quali indicatori di controllo della malattia. Lo studio condotto dal Working Group CONCORD è stato pubblicato sulla rivista Lancet Oncology. La sopravvivenza al cancro mostra elevata variabilità da paese a paese. Questo studio fornisce le stime di sopravvivenza per quasi due milioni di adulti di età compresa tra 15 e 99 anni, con cancro primario invasivo alla mammella (donne), colon, retto o prostata diagnosticato tra il 1990 e il 1994 e seguiti fino al 1999, attraverso l’utilizzo delle dati individuali ottenuti da 101 registri di popolazione per il cancro di 31 paesi dislocati in tutto il mondo. La ricerca rappresenta, secondo gli autori dello studio, la prima analisi a livello mondiale della sopravvivenza al cancro, con procedure standard di controllo della qualità e medesimi metodi per i database. Per compensare le grandi differenze di mortalità nella popolazione generale relativamente ad età, sesso, paese, regione, tempo e origine etnica (in USA), gli autori hanno stimato la sopravvivenza relativa, la sopravvivenza osservata nei pazienti con cancro e la sopravvivenza attesa rispetto ai dati normali di mortalità. Sono state costruite 2800 tavole. Le stime di sopravvivenza sono state normalizzate per l’età della popolazione presa in esame. La variabilità di sopravvivenza al cancro osservata è molto ampia: quella relativa a 5 anni per cancro alla mammella, al colon e alla prostata era in genere più alta in America del Nord, Australia, Giappone, Europa occidentale e meridionale e, invece, più bassa in Algeria, Brasile ed Europa orientale. Lo studio CONCORD ha fornito la prima stima di sopravvivenza al cancro in 11 paesi statunitensi coperti dal National Program of Cancer Registries (NPCR), coprendo il 42% della popolazione nordamericana, 4 volte più di quanto disponibile fino ad oggi. La sopravvivenza al cancro nella popolazione di colore era in genere più bassa rispetto ai bianchi in tutti i 16 stati e nelle 6 aree metropolitane considerate. Quella relativa a tutti i gruppi etnici era di 2-4 punti percentuali inferiore negli stati coperti dal NPCR rispetto a quelli coperti dal SEER (Surveillance Epidemiology and End Results) Program. La sopravvivenza relativa, normalizzata per età attraverso appropriate tabelle specifiche per razza e stato, era fino a 2 punti percentuali più bassa per il cancro alla mammella e fino al 5 % più bassa per il cancro alla prostata, rispetto alla tabelle nazionali ottenute dai censimenti di popolazione, usate nel SEER Program. Queste differenze relative alla copertura di popolazione e al metodo analitico hanno contribuito allo sbilancio nella sopravvivenza osservato tra Europa e Stati Uniti, i cui dati ad oggi disponibili erano solamente quelli del SEER.

Cancer survival in five continents: a worldwide population-based study (CONCORD)
Prof Michel P Coleman FFPHa,, Manuela Quaresma MSca, Franco Berrino MDb, Jean-Michel Lutz MDd, Roberta De Angelis BSce, Riccardo Capocaccia PhDe, Paolo Baili PhDc, Bernard Rachet MDa, Gemma Gatta MDb, Prof Timo Hakulinen PhDf, Andrea Micheli PhDc, Milena Sant MDb, Hannah K Weir PhDg, Prof J Mark Elwood MDh, Hideaki Tsukuma MDi, Sergio Koifman PhDj, Gulnar Azevedo e Silva PhDk, Silvia Francisci PhDe, Mariano Santaquilani PhDe, Arduino Verdecchia PhDe, Hans H Storm MDl, Prof John L Young PhDm and the CONCORD Working Group‡
aCancer Research UK Cancer Survival Group, Non-Communicable Disease Epidemiology Unit, London School of Hygiene and Tropical Medicine, London, UK bDepartment of Preventive and Predictive Medicine, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milan, Italy cDescriptive Epidemiology and Health Planning Unit, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milan, Italy dGeneva Cancer Registry, Geneva, Switzerland eNational Centre for Epidemiology, Surveillance and Health Promotion, Department of Cancer Epidemiology, Istituto Superiore di Sanità, Rome, Italy fFinnish Cancer Registry, Helsinki, Finland gDivision of Cancer Prevention and Control, Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, GA, USA hBritish Columbia Cancer Agency, Vancouver, BC, Canada iOsaka Cancer Registry, Department of Cancer Control and Statistics, Osaka Medical Centre for Cancer and Cardiovascular Diseases, Osaka, Japan jDepartment of Epidemiology, National School of Public Health, Oswaldo Cruz Foundation, Ministry of Health, Rio de Janeiro, Brazil kInstitute of Social Medicine, University of Rio de Janeiro, Rio de Janeiro, Brazil lDepartment of Cancer Prevention and Documentation, Danish Cancer Society, Copenhagen, Denmark mMetropolitan Atlanta SEER Registry, Georgia Center for Cancer Statistics, Department of Epidemiology, Rollins School of Public Health at Emory University, Atlanta, GA, USA
The Lancet Oncology 2008; Volume 9, Issue 8, August: Pages 730 – 756
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