giovedì, 29 settembre 2022
Medinews
30 Settembre 2014

STUDIO DI FOLLOW-UP PER DEFINIRE L’EFFETTO DEL COLORE DELL’IRIDE E DELLA MATERNITÀ SUL RISCHIO DI MORTE 5 ANNI DOPO LA DIAGNOSI DI MELANOMA UVEALE

Oltre ai noti fattori prognostici, anche il colore chiaro dell’iride sembra avere un ruolo come fattore prognostico di mortalità del melanoma uveale. Ricercatori tedeschi in collaborazione con colleghi della Boston University hanno esaminato la mortalità per tutte le cause e la mortalità specifica per melanoma uveale, dopo 5 anni, in pazienti che avevano ricevuto nuova diagnosi di melanoma uveale. Hanno, inoltre, valutato l’effetto del colore dell’iride e della maternità sul rischio a 5 anni di morte dopo la diagnosi di melanoma uveale e la ‘performance’ del modello di predizione individuale della sopravvivenza del melanoma uveale. Nello studio pubblicato sulla rivista BioMedCentral Ophthalmology (leggi testo), una coorte di 459 pazienti, di età compresa tra 45 e 79 anni, che avevano ricevuto nuova diagnosi di melanoma uveale, è stata arruolata tra il 2002 e il 2007 presso la Divisione di Oftalmologia dell’Università di Essen in Germania. Le probabilità di sopravvivenza sono state stimate con analisi di sopravvivenza di Kaplan-Meier; le caratteristiche cliniche e istopatologiche sono state estratte dalle cartelle cliniche; il colore dell’iride e l’anamnesi delle gravidanze sono state registrate al basale con intervista telefonica assistita da computer. Gli autori hanno utilizzato la regressione del rischio proporzionale di Cox cruda e multivariata per stimare gli hazard ratio (HR) non aggiustati e aggiustati e i corrispondenti intervalli di confidenza (IC) al 95% di morte specifica per melanoma uveale e per tutte le cause. Hanno inoltre usato il modello di Cox per stimare le probabilità, aggiustate, di eventi primari. Per calcolare la statistica C di Harrell, i ricercatori hanno utilizzato il modello di Cox che includeva i seguenti fattori prognostici: genere, età alla diagnosi, coinvolgimento del corpo ciliare, diametro maggiore del tumore basale e colore dell’iride. I risultati indicano che la probabilità di sopravvivenza specifica per melanoma uveale a 5 anni era pari a 82.9% (IC 95%: 79.1 – 86.3). Fattori prognostici principali di morte per melanoma uveale erano il coinvolgimento del corpo ciliare (HR: 1.7, IC 95%: 1.0 – 2.8), un diametro maggiore del tumore basale > 15 mm (HR: 7.0, IC 95%: 3.5 – 13.9), il colore chiaro dell’iride (HR: 2.3, IC 95%: 0.9 – 5.8), la maternità (HR: 0.6, IC 95%: 0.2 – 1.7) e il genere (HR: 0.7, IC 95%: 0.4 – 1.1). Il valore della statistica C, corretta per ‘bootstrap’, era 0.76 (IC 95%: 0.74 – 0.77). In conclusione, oltre ai già noti fattori prognostici, anche il colore chiaro dell’iride potrebbe avere un ruolo come fattore prognostico di mortalità del melanoma uveale.
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