martedì, 27 settembre 2022
Medinews
10 Giugno 2014

STUDIO DI FASE 2 CON LA COMBINAZIONE DI EVEROLIMUS E CARBOPLATINO IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO METASTATICO TRIPLO-NEGATIVO

La combinazione everolimus e carboplatino è risultata efficace nel tumore mammario metastatico triplo-negativo. Rapamicina e platinoidi agiscono sinergicamente per indurre apoptosi e inibire la proliferazione delle linee cellulari di tumore mammario. I ricercatori del New York University Medical Center e colleghi statunitensi hanno quindi ipotizzato che la combinazione di everolimus, noto anche come RAD001 (inibitore orale di mTOR, mammalian target of rapamycin), con carboplatino potesse essere attiva sul tumore mammario metastatico triplo-negativo. Obiettivo primario dello studio era determinare il tasso di beneficio clinico (CBR), corrispondente alla somma dei tassi di remissione completa (CR), remissione parziale (PR) e stabilizzazione della malattia (SD) per ≥ 6 mesi, e la tossicità di everolimus/carboplatino nelle donne con tumore mammario metastatico triplo-negativo. Un precedente trattamento con carboplatino era consentito. La schedula prevedeva somministrazione di carboplatino per via endovenosa (area sotto la curva, AUC = 6; ridotta successivamente ad AUC = 5 e poi ad AUC = 4) ogni 3 settimane ed everolimus (5 mg al giorno). Gli autori hanno arruolato 25 pazienti, con età mediana di 58 anni, e hanno osservato un caso di CR, 6 di PR, 7 di SD e 8 casi di progressione della malattia (PD). Nello studio, pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research (leggi testo), il CBR è risultato pari al 36% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 21.1 – 57.4). Una SD è stata raggiunta in una paziente che aveva mostrato progressione con carboplatino in monoterapia. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana era pari a 3 mesi (IC 95%: 1.6 – 4.6) e la sopravvivenza globale (OS) mediana era 16.6 mesi (IC 95%: 7.3 – non raggiunta). Sette pazienti (28%) hanno manifestato trombocitopenia di grado ≥ 3, tre (12%) neutropenia di grado 3 (nessun sanguinamento o neutropenia febbrile) e una (4%) anemia di grado 3. Una maggiore tossicità ematologica è stata osservata nelle prime 7 pazienti trattate con carboplatino somministrato ai dosaggi più elevati (AUC = 5 o 6). Dopo riduzione della dose iniziale di carboplatino (AUC = 4), il regime è stato ben tollerato e solo una delle 18 pazienti ha manifestato neutropenia di grado 3 e due trombocitopenia di grado 3. Solo un caso di mucosite è stato osservato. In conclusione, la combinazione di everolimus e carboplatino è risultata efficace nelle pazienti con tumore mammario metastatico triplo-negativo. Una tossicità ematologica dose-limitante è stata osservata quando dosi elevalte di carboplatino (AUC = 5 o 6) sono state combinate a everolimus, mentre carboplatino al dosaggio più basso (AUC = 4) è stato ben tollerato, in combinazione con everolimus, e associato a risposte prolungate.
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