mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
12 Luglio 2011

STUDIO DEL LINFONODO SENTINELLA NEL CANCRO A COLON E RETTO: REVISIONE DELLA LETTERATURA

La dissezione del linfonodo sentinella mostra una bassa sensibilità indipendentemente dallo stadio T, dalla localizzazione o dalla tecnica patologica. Questa procedura dovrebbe essere considerata in associazione alla resezione convenzionale in tutti i pazienti con diagnosi di cancro al colon o al retto, senza evidenza clinica di coinvolgimento linfonodale o malattia metastatica, dal momento che l’informazione prognostica fornita potrebbe risultare clinicamente significativa. Nessun consenso al momento esiste sulla validità dello studio del linfonodo sentinella per la valutazione dello stato linfonodale nei pazienti con cancro colorettale, per questo ricercatori del VU University Medical Centre di Amsterdam hanno esaminato la performance diagnostica di questa procedura attraverso una revisione sistematica della letteratura e meta-analisi. Gli autori hanno condotto una ricerca sui database di Embase e PubMed degli studi pubblicati prima del 20 marzo 2010. L’eleggibilità includeva il disegno prospettico, un campione di almeno 20 pazienti e il tasso di positività dei linfonodi sentinella; i dati relativi ai singoli pazienti comprendevano la localizzazione del tumore e la stratificazione con stadio T. È stato anche selezionato e analizzato separatamente un gruppo di studi di elevata qualità metodologica. Sono stati identificati 52 studi eleggibili, che includevano 3767 dissezioni del linfonodo sentinella (carcinomi al colon: n = 2961, 78.6%; carcinomi al retto: n = 806, 21.4%). La maggior parte dei tumori (n = 2339, 62.1%) era in stadio T3 o T4; 1887 pazienti erano maschi (50.1%) e 1880 femmine (49.9%). La percentuale media globale ponderata di rilevazione è risultata 0.94 (IC 95%: 0.92 – 0.95), con una sensibilità di 0.76 (IC 95%: 0.72 – 0.80) a limitata eterogeneità (χ2 = 286.08, gradi di libertà = 51; p = 0.003). Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) è stato osservato un ‘upstaging’ ponderato medio di 0.15 (IC 95%: 0.12 – 0.19). I dati dei singoli pazienti erano disponibili da 19 studi che includevano 1168 pazienti. L’analisi di questi dati non ha mostrato alcuna differenza significativa di sensibilità tra cancro al colon (0.86, IC 95%: 0.83 – 0.90) e al retto (0.82, IC 95%: 0.77 – 0.88) (p = 0.23). Inoltre, non esisteva dipendenza dallo stadio T in termini di sensibilità sia per il cancro al colon (pT1: 0.79, IC 95%: 0.73 – 0.84; pT2: 0.76, IC 95%: 0.62 – 0.90; pT3: 0.73, IC 95%: 0.59 – 0.87; pT4: 0.73, IC 95%: 0.53 – 0.93) che per quello al retto (T1 o T2: 0.81, IC 95%: 0.52 – 0.94; vs T3 o T4: 0.80, IC 95%: 0.51 – 0.93). L’analisi del sottogruppo di 8 studi ad elevata qualità metodologica ha indicato un tasso medio di rilevazione dello 0.96 (IC 95%: 0.90 – 0.99) per il tumori al colon e dello 0.95 (IC 95%: 0.75 – 0.99) per quelli al retto e una sensibilità media di 0.90 (IC 95%: 0.86 – 0.93) per i primi e di 0.82 (IC 95%: 0.60 – 0.93) per i secondi.
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