mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
15 Giugno 2010

STUDIO DASISION: DASATINIB VS IMATINIB NEL TRATTAMENTO DI PRIMA LINEA DELLA LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA

Dasatinib, in unica dose orale giornaliera, induce una risposta citogenetica completa e molecolare maggiore significativamente più elevata e rapida di imatinib, in analoga formulazione. Dato che il raggiungimento di una risposta citogenetica completa entro 12 mesi è stato associato ad una migliore sopravvivenza libera da progressione a lungo termine, dasatinib ha dimostrato in questo studio migliorare gli esiti a lungo termine in pazienti con nuova diagnosi di leucemia mieloide cronica (LMC) in fase cronica. È nota da tempo l’efficacia clinica di dasatinib, inibitore della chinasi BCR-ABL, sulla risposta citogenetica completa (tassi elevati di risposta) e sulla sopravvivenza libera da progressione in pazienti con LMC in fase cronica, dopo fallimento della terapia con imatinib. Ma gli autori di questo studio multinazionale pubblicato nella rivista internazionale New England Journal of Medicine (leggi abstract originale) hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di dasatinib nel trattamento di prima linea di questi pazienti, rispetto a imatinib. Gli autori hanno randomizzato 519 pazienti con LMC in fase cronica di nuova diagnosi a dasatinib (100 mg/die per os; n = 259) o imatinib (400 mg/die per os; n = 260). L’endopoint primario era la risposta citogenetica completa entro 12 mesi, confermata con due successive determinazioni a distanza di almeno 28 giorni. Gli endpoint secondari, che includevano la risposta molecolare maggiore, sono stati valutati a un livello di significatività di 0.0001 per comparazioni multiple. Ad un follow-up minimo di 12 mesi, il tasso di risposta citogenetica completa confermata era più alto nei pazienti trattati con dasatinib che con imatinib (77% vs 66%; p = 0.007), così anche il tasso di risposta citogenetica completa osservata almeno in una determinazione (83% vs 72%; p = 0.001). La percentuale della risposta molecolare maggiore era più alta con dasatinib che con imatinib (46% vs 28%; p < 0.0001) e le risposte erano ottenute in un periodo di tempo più breve con il primo farmaco (p < 0.0001). La progressione della LMC alla fase accelerata o blastica si è manifestata in 5 pazienti che ricevevano dasatinib (1.9%) e in 9 pazienti trattati con imatinib (3.5%). I profili di sicurezza dei due trattamenti erano comparabili. I risultati sono stati presentati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology a Chicago (USA) e al congresso annuale dell’European Hematology Association a Barcellona.
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