giovedì, 2 febbraio 2023
Medinews
27 Luglio 2010

STUDIO COREAN: CHIRURGIA IN CAMPO APERTO VS LAPAROSCOPIA PER IL CANCRO RETTALE

La procedura laparoscopica dopo chemioterapia neo-adiuvante si è rivelata una tecnica sicura per il trattamento del tumore del retto medio e basso e presenta benefici nel breve termine rispetto alla chirurgia in campo aperto, mantenendo però la qualità della resezione. La sicurezza e l’efficacia a breve termine della chirurgia laparoscopica per il cancro rettale non erano ad oggi dimostrate. Lo studio randomizzato Comparison of Open versus laparoscopic surgery for mid and low REctal cancer After Neoadjuvant chemoradiotherapy (COREAN) è stato condotto per comparare la chirurgia in campo aperto con la tecnica laparoscopica nel trattamento dei pazienti con cancro al retto medio e basso dopo chemioterapia pre-operatoria. Ricercatori del Seoul National University Bundang Hospital hanno arruolato, tra aprile 2006 e agosto 2009, 340 pazienti con tumore cT3N0-2 del retto medio e basso in assenza di metastasi distanti dopo chemioterapia pre-operatoria in tre ospedali di riferimento. I pazienti sono stati randomizzati 1:1 a sottoporsi a chirurgia in campo aperto o procedura laparoscopica e sono stati stratificati secondo sesso e regime chemioterapico neo-adiuvante. Gli esiti a breve termine erano: coinvolgimento del margine di resezione, qualità macroscopica del campione della resezione mesorettale totale, numero di linfonodi asportati, morbilità peri-operatoria, dolore post-operatorio e qualità di vita. È stata applicata l’analisi ‘intention-to-treat’. I pazienti sono attualmente seguiti per il raggiungimento dell’outcome primario (sopravvivenza a 3 anni libera da malattia). Due casi (1.2%) inizialmente assegnati alla procedura laparoscopica sono stati sottoposti a chirurgia in campo aperto, ma inclusi nel primo gruppo per l’analisi. La perdita stimata di sangue era inferiore nel gruppo sottoposto a tecnica laparoscopica rispetto a quello in campo aperto (mediana 217.5 mL [150 – 400] per chirurgia in campo aperto vs 200 mL [100 – 300] per laparoscopia; p = 0.006), sebbene la durata della procedura sia stata più lunga nel secondo gruppo (media 244.9 min [DS 75.4] vs 197.0 min [DS 62.9]; p < 0.0001). Dallo studio pubblicato nella rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) è emerso che il coinvolgimento del margine di resezione, la qualità macroscopica del campione di resezione mesorettale totale, il numero di linfonodi asportati e la morbilità peri-operatoria non differivano tra i due gruppi. Il gruppo di pazienti sottoposti a chirurgia laparoscopica ha mostrato un recupero più veloce della funzione intestinale, rispetto a quelli sottoposti a chirurgia in campo aperto (tempo al passaggio del primo flato 38.5 h [mediana, 23 – 53] vs 60 h [43 – 73], p < 0.0001); tempo a ritornare a una dieta normale 85 h [66 – 95] vs 93 h [86 – 121], p < 0.0001; tempo alla prima defecazione 96.5 h [70 – 125] vs 123 h [94 – 156], p < 0.0001). Inoltre, la dose totale di morfina utilizzata era inferiore nel gruppo sottoposto a procedura laparoscopica rispetto al campo aperto (mediana 107.2 mg [80 – 150] vs 156.9 mg [117.0 – 185.2], rispettivamente; p < 0.0001). Tre mesi dopo la proctectomia o l’ileostomia, il gruppo sottoposto a chirurgia laparoscopica ha mostrato una migliore funzionalità fisica rispetto al gruppo in campo aperto (0.501, n = 122, vs 4970, n = 128; p = 0.0073), minore fatigue (-5659, n = 122, vs 0.098, n = 129; p = 0.0206) e un minor numero di problemi di minzione (-2583, n = 122, vs 4725, n = 129; p = 0.0002), gastrointestinali (-0.400, n = 122, vs 4331, n = 129; p = 0.0102) e di defecazione (0.535, n = 103, vs 5327, n = 99; p = 0.0184) all’analisi di covarianza per misure ripetute, aggiustate per il valori basali.
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