Lo sviluppo di trattamenti immunoterapici innovativi ha permesso di aprire la via a nuove opzioni di cura e prevenzione del tumore. Le attuali terapie per il carcinoma epatico non sono curative per la maggior parte dei pazienti. In passato, i tentativi di utilizzare l’immunoterapia per stimolare non specificamente la risposta immune sono stati deludenti. La revisione condotta da ricercatori del CNR supporta i nuovi trattamenti proposti, che stimolano la risposta immune anti-tumorale specifica. Antigeni tumore-specifici identificati nel carcinoma epatico hanno dimostrato possedere immunogenicità sia in studi pre-clinici che clinici. L’efficacia in studi sperimentali ha stimolato l’interesse sull’applicabilità clinica della immunoterapia non-specifica nella prevenzione della recidiva della malattia dopo resezione del tumore. Vaccini tumorali costituiti da cellule dendritiche hanno ottenuto risultati incoraggianti e vaccini cellulari con cellule dendritiche sono attualmente oggetto di studio clinico. Vaccini a DNA, sia preventivi che curativi, sono stati proposti e sono costituiti da antigeni associati ai tumori, modificati e non, come ad esempio l’alfa-fetoproteina. L’espressione contemporanea di molecole co-stimolatorie e citochine è stata utilizzata per aumentare l’immunogenicità tumorale. Modelli di topi singenici o nudi hanno suggerito che l’immunoterapia nel carcinoma epatico potrebbe evocare una risposta anti-tumorale delle cellule T, portando ad un beneficio clinico libero da tossicità elevata. L’uso di vaccini a DNA ha elevato le aspettative sull’efficacia della prevenzione del carcinoma epatico in pazienti ad alto rischio, come i cirrotici. La revisione pubblicata sulla rivista International Journal of Immunopathology and Pharmacology (
leggi abstract originale), suggerisce che strategie immunoterapiche innovative potranno contribuire in futuro alla prevenzione e al trattamento del carcinoma epatico.