domenica, 29 novembre 2020
Medinews
21 Settembre 2011

STRATEGIE DI COMBINAZIONE O SEQUENZA MIGLIORANO GLI ESITI DEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Revisione di ricercatori italiani che mette in luce gli aspetti positivi e negativi dell’utilizzo combinato o sequenziale dei nuovi agenti anti-angiogenici

L’introduzione nella pratica clinica di terapie anti-angiogeniche innovative ha nettamente migliorato la prognosi dei pazienti con carcinoma renale metastatico e l’uso di queste terapie in combinazione o in sequenza viene proposto per aumentare l’efficacia anti-tumorale. Ricercatori della Fondazione IRCCS ospedale universitario S. Matteo, di Pavia hanno condotto una revisione degli studi clinici sia completati che ancora attivi sul carcinoma renale metastatico che riportavano dati di efficacia e/o sicurezza con terapie innovative usate in combinazione o in sequenza. Nella revisione pubblicata su Critical Reviews in Oncology and Hematology (leggi abstract originale), bevacizumab sembra particolarmente utile quando usato in combinazione a interferone, mentre sono controversi i risultati quando ad esso siano associati temsirolimus ed everolimus. Altre combinazioni hanno mostrato tollerabilità inaccettabile o richiedono ottimizzazione di dose o schedula. I risultati dell’uso sequenziale di farmaci offrono la chiara indicazione che molteplici linee di trattamento possono estendere la sopravvivenza. La sequenza ‘ideale’, tuttavia, è ancora sconosciuta. In conclusione, le nuove terapie usate in combinazione o sequenza presentano il potenziale di offrire un’ottimizzazione del trattamento e degli esiti del paziente con carcinoma renale metastatico. I risultati degli studi clinici in atto e futuri si auspica possano aiutare a disegnare terapie innovative.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2011
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