sabato, 28 novembre 2020
Medinews
7 Luglio 2011

STRATEGIA DI TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO CON INVASIONE DELLA VENA PORTA MAGGIORE E CAVA INFERIORE

La combinazione di una procedura chirurgica aggressiva ad un’efficace TACE pre-operatoria può essere di beneficio in pazienti selezionati

La prognosi dei pazienti con carcinoma epatico che invade i tronchi maggiori della vena porta e della vena cava inferiore è sfavorevole. La migliore strategia di trattamento per questo tumore non è ancora nota. Ricercatori giapponesi della Chiba University Graduate School of Medicine hanno rivisto retrospetttivamente le cartelle cliniche di 641 pazienti con carcinoma epatico trattati tra il 1990 e giugno 2009. Il 13% di questi pazienti (n = 84) presentava carcinoma epatico con trombo tumorale che invadeva il tronco maggiore o il ramo di primo ordine della vena porta o la vena cava inferiore. Di questi pazienti, 34 sono stati sottoposti a epatectomia e 50 a chemio-embolizzazione transarteriosa (TACE). Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Surgery (leggi abstract originale) si sono focalizzati sui primi 34 pazienti per descrivere i risultati del trattamento chirurgico per il carcinoma epatico in stadio avanzato. Tra i 34 pazienti sottoposti ad epatectomia, la TACE pre-operatoria è stata eseguita in 15, 6 dei quali hanno manifestato una riduzione delle dimensioni del tumore o della necrosi del 50% o superiore (TE3) con TACE. La durata mediana della procedura chirurgica è stata 355 minuti. Le percentuali di morbilità e mortalità post-operatorie sono state rispettivamente del 44% e 2.9% e la percentuale di sopravvivenza a 5 anni dopo epatectomia del 20%, dato migliore rispetto a quello osservato nei pazienti sottoposti a sola TACE. La risposta dopo TACE pre-operatoria (hazard ratio 4.65, IC 95%: 1.39 – 15.5) e il diametro del tumore (hazard ratio 2.78, IC 95%: 1.16 – 6.64) sono stati identificati quali fattori prognostici pre-operatori significativi favorevoli per la sopravvivenza con modello multivariato di Cox. I pazienti con tumori di dimensioni inferiori a 10 cm ed effetto TE3 presentavano una sopravvivenza più favorevole dei pazienti con tumori superiori a 10 cm, che non avevano manifestato buon esito dopo la TACE.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2011
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