venerdì, 17 aprile 2026
Medinews
7 Luglio 2011

STRATEGIA DI TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO CON INVASIONE DELLA VENA PORTA MAGGIORE E CAVA INFERIORE

La combinazione di una procedura chirurgica aggressiva ad un’efficace TACE pre-operatoria può essere di beneficio in pazienti selezionati

La prognosi dei pazienti con carcinoma epatico che invade i tronchi maggiori della vena porta e della vena cava inferiore è sfavorevole. La migliore strategia di trattamento per questo tumore non è ancora nota. Ricercatori giapponesi della Chiba University Graduate School of Medicine hanno rivisto retrospetttivamente le cartelle cliniche di 641 pazienti con carcinoma epatico trattati tra il 1990 e giugno 2009. Il 13% di questi pazienti (n = 84) presentava carcinoma epatico con trombo tumorale che invadeva il tronco maggiore o il ramo di primo ordine della vena porta o la vena cava inferiore. Di questi pazienti, 34 sono stati sottoposti a epatectomia e 50 a chemio-embolizzazione transarteriosa (TACE). Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Surgery (leggi abstract originale) si sono focalizzati sui primi 34 pazienti per descrivere i risultati del trattamento chirurgico per il carcinoma epatico in stadio avanzato. Tra i 34 pazienti sottoposti ad epatectomia, la TACE pre-operatoria è stata eseguita in 15, 6 dei quali hanno manifestato una riduzione delle dimensioni del tumore o della necrosi del 50% o superiore (TE3) con TACE. La durata mediana della procedura chirurgica è stata 355 minuti. Le percentuali di morbilità e mortalità post-operatorie sono state rispettivamente del 44% e 2.9% e la percentuale di sopravvivenza a 5 anni dopo epatectomia del 20%, dato migliore rispetto a quello osservato nei pazienti sottoposti a sola TACE. La risposta dopo TACE pre-operatoria (hazard ratio 4.65, IC 95%: 1.39 – 15.5) e il diametro del tumore (hazard ratio 2.78, IC 95%: 1.16 – 6.64) sono stati identificati quali fattori prognostici pre-operatori significativi favorevoli per la sopravvivenza con modello multivariato di Cox. I pazienti con tumori di dimensioni inferiori a 10 cm ed effetto TE3 presentavano una sopravvivenza più favorevole dei pazienti con tumori superiori a 10 cm, che non avevano manifestato buon esito dopo la TACE.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2011
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.