venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
11 Giugno 2012

STATO HER2 E CANCRO DI INTERVALLO ALLA MAMMELLA: STUDIO DI POPOLAZIONE ITALIANO

Lo studio di popolazione pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) suggerisce che i tumori HER2 (Human Epidermal Growth Factor Receptor 2)-positivi costituiscono una percentuale elevata sul totale dei fallimenti dello screening mammografico. Ricercatori dell’Ospedale Universitario e Azienda Sanitaria Locale di Parma hanno valutato se lo stato del recettore HER2-positivo fosse associato al rischio di diagnosi di cancro alla mammella nell’intervallo tra due mammografie di screening, esaminando la distribuzione delle caratteristiche di comportamento aggressivo del tumore in una popolazione generale di cui si conoscevano nuove diagnosi di cancro alla mammella e stato dello screening. Gli autori hanno valutato 641 casi di tumore invasivo alla mammella che erano stati sistematicamente raccolti nel Registro dei Tumori della provincia di Parma e diagnosticati in donne di 50 – 69 anni tra il 2004 e il 2007. Da questa popolazione, 292 tumori rilevati alla mammografia e 48 casi di intervallo con mammografie di screening negative, anche alla rilettura di un esperto (veri tumori di intervallo), sono stati selezionati per lo studio. La regressione logistica non condizionale aggiustata per età e dimensione del tumore è stata usata per determinare se i tumori di intervallo fossero associati a caratteristiche clinico-biologiche particolari. I risultati indicano che i tumori ad alto grado istologico (odds ratio [OR] 1.8, IC 95%: 1.2 – 3.8), ad alto tasso di proliferazione (OR 2.4, IC 95%: 1.2 – 4.5), con stato negativo ai recettori per gli estrogeni (OR 1.6, IC 95%: 1.1 – 3.1) o stato positivo per HER2 (OR 3.4, IC 95%: 1.7 – 7.1) avevano maggiori probabilità di essere diagnosticati nell’intervallo tra due screening. Le donne più giovani di 60 anni con tumore mammario HER2-positivo avevano una probabilità 4 volte maggiore di ricevere diagnosi nell’intervallo tra screening rispetto ad un rischio solo di due volte superiore nelle donne più anziane. In conclusione, questo studio di popolazione dal Registro dei Tumori di Parma dimostra che i tumori mammari HER2-positivi costituiscono la maggior parte dei fallimenti dello screening mammografico. La distribuzione delle caratteristiche biologiche nei tumori rilevati dalla mammografia differisce da quella osservata nei tumori di intervallo e può essere responsabile delle caratteristiche più aggressive dei casi rilevati tra due screening.
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