domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
22 Giugno 2010

SORVEGLIANZA A LUNGO TERMINE DI SOPRAVVIVENTI AL LINFOMA DI HODGKIN

La sorveglianza radiologica in sopravviventi al linfoma di Hodgkin insorto in età giovanile ha raramente effetti benefici. Malgrado il contatto frequente con i medici, molti sopravviventi non ricevono uno screening adeguato dei tumori e la raccomandazione di iniziare più precocemente lo screening del cancro alla mammella in giovani donne ad alto rischio non è seguita in tutti i centri. La maggior parte dei pazienti con linfoma di Hodgkin guarisce dalla malattia, ma deve sottoporsi a continue visite di controllo dopo la fine del trattamento. Poco è conosciuto sulla qualità della cura che i sopravviventi ricevono dopo la guarigione. Ricercatori dell’Università dell’Ontario hanno esaminato i casi di linfoma di Hodgkin diagnosticati tra il 1992 e il 2000, identificati nel registro dei tumori di questo stato canadese. Il rapporto individuale con il clinico è stato usato per valutare la qualità della cura nel follow-up in 2071 sopravviventi da uno a 15 anni dopo la diagnosi di linfoma di Hodgkin. Nello studio pubblicato nella rivista Cancer (leggi abstract originale) sono state valutate le visite mediche, gli esiti delle metodiche d’immagine e l’uso di screening di routine e specifici per il linfoma di Hodgkin. La maggior parte dei pazienti è stato seguito dal medico di famiglia e da un oncologo dal secondo al quinto anno dopo la diagnosi. A 5 anni dalla diagnosi, il 31.8% dei pazienti aveva ricevuto almeno una TAC e il 62.9% una radiografia al torace. Tra il secondo e il quinto anno, sono state eseguite 5352 TAC e 125 pazienti hanno ricevuto chemioterapia entro 6 mesi dall’esame. Tra i sopravviventi che rientravano nei limiti di età per i controlli di routine, il 62.5% non è stato sottoposto a screening per il cancro colorettale dal secondo al quindicesimo anno dopo la diagnosi, il 32.3% non è stato sottoposto a screening per il cancro alla mammella e il 19.9% per quello alla cervice. Tra le donne giovani potenzialmente ad alto rischio di cancro alla mammella per aver ricevuto radioterapia, l’87.1% non è stato sottoposto allo screening consigliato.
TORNA INDIETRO