mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
18 Maggio 2010

SORAFENIB NEOADIUVANTE IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE IN STADIO AVANZATO

Un ciclo di terapia con il farmaco prima della nefrectomia può ridurre la massa tumorale o stabilizzare la malattia, senza incrementare la tossicità. Rimane da verificare se il trattamento possa influenzare anche la prognosi dei pazienti. L’inibitore multitarget della tirosin-chinasi, sorafenib, è attualmente utilizzato per il trattamento del carcinoma renale in stadio avanzato. Tuttavia la sicurezza e l’efficacia di questo farmaco non sono ancora state valutate nel periodo preoperatorio, durante il quale si possono manifestare potenziali vantaggi, tra cui anche il ‘down-staging’ del tumore. Uno studio prospettico ha valutato la sicurezza e l’applicabilità di sorafenib in ambito preoperatorio. I ricercatori del Lineberger Cancer Center di Chapel Hill in Carolina del Nord hanno selezionato 30 pazienti con masse tumorali renali in stadio clinico II o superiore, in base alla candidatura alla nefrectomia, che sono stati sottoposti a trattamento con sorafenib prima della procedura chirurgica. La tossicità, le complicanze chirurgiche e le risposte tumorali sono state monitorate. Dei 30 pazienti arruolati, 17 mostravano malattia localizzata e 13 metastatica. Dopo un ciclo di sorafenib (durata mediana 33 giorni), è stata osservata una diminuzione della massa del tumore primario (mediana 9.6%) con evidenza radiografica di ridotto accumulo intratumorale di tracciante, quantificato con metodologia simile ai criteri di Choi (mediana 13%). Secondo il RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors), tra i 28 pazienti valutabili, due hanno mostrato risposta parziale e 26 stabilizzazione della malattia, in nessuno si è verificata progressione della malattia durante la terapia. La tossicità rilevata durante il trattamento con sorafenib era comparabile a quella attesa con questa classe di farmaci. Tutti i pazienti hanno superato la nefrectomia senza complicanze legate al trattamento con sorafenib. Nello studio pubblicato nella rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), la somministrazione di sorafenib in fase pre-operatoria può modificare le dimensioni e la densità del tumore primario e si dimostra terapia efficace e sicura. Ulteriori studi sono però richiesti per verificare se la terapia sistemica preoperatoria migliori anche la prognosi dei pazienti sottoposti a nefrectomia per il carcinoma renale.
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