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7 Marzo 2012

SORAFENIB NELLA RECIDIVA DEL CARCINOMA EPATICO DOPO TRAPIANTO DI FEGATO

Quando combinato all’immunosoppressore sirolimus, il farmaco mostra tossicità accettabile e nessun deterioramento della funzione dell’organo trapiantato

La recidiva di carcinoma epatico dopo trapianto ortotopico di fegato senza indicazione all’approccio chirurgico è generalmente associata a prognosi sfavorevole. Lo studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Digestive Liver Diseases (leggi abstract originale) ha valutato la sicurezza e l’efficacia di sorafenib in pazienti con recidiva di carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato. Gli eventi avversi sono stati esaminati utilizzando i Criteri di Tossicità Comune degli eventi avversi del National Cancer Institute (vers. 3.0), la risposta tumorale invece con i criteri RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumours). La prima linea di trattamento dopo recidiva è stata la chirurgia in 6 pazienti, la radioterapia in 1, la chemioterapia in 1 e sorafenib in 3. In totale, 11 pazienti sono stati trattati con il farmaco: 9 (82%) hanno ricevuto trattamento addizionale con terapia target a base di sirolimus, come parte del regime immunosoppressivo. Gli eventi avversi di grado 3 più frequenti sono stati diarrea (46%), reazioni cutanee mano-piede (27%), nausea, fatigue e neutropenia (tutte 18%). Due pazienti hanno dovuto sospendere sorafenib per gli eventi avversi e altri 6 pazienti hanno richiesto un aggiustamento della dose. I ricercatori della Johannes Gutenberg University di Mainz non hanno osservato alcun deterioramento della funzione del fegato trapiantato. Il tempo mediano alla progressione è risultato di 4.1 mesi, tuttavia, i pazienti trattati con sorafenib hanno ottenuto un beneficio clinico (mediana 8.9 mesi). La sopravvivenza globale mediana dall’inizio del trattamento con sorafenib è risultata di 20.1 mesi. In conclusione, sorafenib in combinazione con l’immunosoppressore sirolimus può essere somministrato ai pazienti che presentano recidiva del carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato data la tossicità accettabile e l’assenza di deterioramento della funzione epatica.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Marzo 2012
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