sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
20 Luglio 2010

SORAFENIB NELLA PREVENZIONE DELLE RECIDIVE DEL CARCINOMA DOPO TRAPIANTO DI FEGATO

Uno studio conferma l’efficacia e sicurezza del farmaco, che prolunga la sopravvivenza nei pazienti con tumore epatico, anche nelle recidive dopo il trapianto. Il sorafenib è l’unico farmaco che in studi randomizzati di fase 3 ha mostrato un beneficio sulla sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatico. L’efficacia e la sicurezza del farmaco, tuttavia, non sono stati esaminati in relazione al trattamento della recidiva del tumore in pazienti sottoposti a trapianto di fegato. Ricercatori coreani dell’Asan Medical Center, University of Ulsan College of Medicine, hanno analizzato retrospettivamente 13 pazienti trattati con sorafenib per la recidiva di carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato. Il tempo mediano dal trapianto alla recidiva era di 12.3 mesi (IC 95%: 8.5 – 16.1 mesi). Sei dei 10 pazienti valutabili hanno mostrato stabilizzazione della malattia, quale migliore risposta, con una durata mediana di stabilizzazione di 3.9 mesi (IC 95%: 1.6 – 6.2 mesi). Ad un follow-up mediano di 3.7 mesi (range: 0.3 – 10.9 mesi), il tempo mediano alla progressione e la sopravvivenza globale mediana dall’inizio del trattamento con sorafenib erano rispettivamente 2.9 mesi (IC 95%: 0.0 – 6.8 mesi) e 5.4 mesi (IC 95%: 3.7 – 7.0 mesi) nei pazienti sopravviventi. In un paziente è stata osservata neutropenia di grado 3, unica tossicità ematologica di alto grado rilevata, e reazioni mano-piede di grado 3 si sono manifestate in 3 pazienti. Il controllo degli eventi avversi è stato ottenuto con aggiustamento della dose di farmaco. Gli autori dello studio pubblicato nel Japanese Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) suggeriscono che il sorafenib potrebbe rappressentare un’adeguata opzione, in termini di efficacia e sicurezza, nel trattamento della recidiva di carcinoma epatico dopo il trapianto di fegato.
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