Questa analisi prospettica di fattibilità indica che anche i pazienti con funzionalità epatica ridotta possono tollerare la terapia e trarre beneficio da questo agente target
Sorafenib ha mostrato benefici di sopravvivenza in pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato e funzionalità epatica in classe Child-Pugh A. Esistono, tuttavia, pochi dati prospettici sull’efficacia di sorafenib in pazienti con carcinoma epatico in classe Child-Pugh B. Una serie prospettica di 300 pazienti consecutivi con carcinoma epatico in classe Child-Pugh A e B è stata inclusa in uno studio clinico a due fasi, coordinato dai ricercatori dell’Istituto Clinico Humanitas, IRCCS, di Rozzano, per ottenere i dati di sopravvivenza e sicurezza in relazione alla funzionalità epatica (classe Child-Pugh A e B) in pazienti che ricevevano sorafenib per via orale (800 mg al giorno). Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), i risultati in parte presentati al Gastrointestinal Cancers Symposium dell’ASCO 2012 (J. Clin. Oncol. 2012; 30 Suppl. 4: abstr. 306) indicano una sopravvivenza libera da progressione (PFS), un tempo alla progressione (TTP) e una sopravvivenza globale (OS) rispettivamente di 3.9, 4.1 e 9.1 mesi. Nei pazienti in classe Child-Pugh A rispetto alla B, la PFS è risultata di 4.3 vs 2.1 mesi, mentre il TTP era 4.2 vs 3.8 mesi e la OS era 10.0 vs 3.8 mesi. La diffusione extraepatica è stata associata a esiti clinici più sfavorevoli, ma quando considerata assieme alla classe Child-Pugh, la funzione epatica ha giocato un ruolo più importante nel ridurre la sopravvivenza. Gli eventi avversi nei due gruppi di pazienti in classe Child-Pugh A e B erano simili. In conclusione, sebbene i pazienti con carcinoma epatico in classe Child-Pugh B presentino esiti clinici più sfavorevoli di quelli in classe A, i risultati suggeriscono che i primi possono tollerare il trattamento e ottenere beneficio da sorafenib.Liver Cancer Newsgroup – Numero 10 – Novembre 2012